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Abuso di alcol: la salute vale più di un drink

 

(Articolo tratto dal sito http://toscananews24.it/?p=51303 del 15 maggio 2017)

 

Firenze. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute, in Italia i “grandi bevitori” sono circa 3,7 milioni, in crescita rispetto al passato, con un netto incremento tra i giovanissimi. In aumento anche coloro che bevono fuori pasto e i cosiddetti “binge drinkers”, coloro che bevono in maniera smodata per raggiungere rapidamente lo stato di ubriachezza. Top Doctors fa luce sui gravi rischi per la salute con l’obiettivo di prevenire e informare gli utenti, per contrastare il fenomeno del consumo di alcol, in particolare tra i giovani.

Uno dei fenomeni che preoccupa maggiormente il ministero è quello dei bevitori fuori dai pasti: dal 25,8% nel 2013, al 26,9% nel 2014, al 27,9% nel 2015. Un trend in costante crescita che è fondamentale arginare. Basti pensare che nel 2015, il 64,5% degli italiani over 11 (ovvero 35,6 milioni di persone) ha bevuto almeno un drink alcolico, ovvero il 77,9% degli uomini e il 52% delle donne. Stabili, rispetto al 2015, i comportamenti di consumo abituale eccessivo o di binge drinking, che hanno riguardato 8 milioni e 643.000 persone (15,9% della popolazione e 25% dei consumatori).

Dati ancor più preoccupanti se si pensa che l’alcol, nel mondo, arriva a causare 3,3 milioni di morti. L’abuso di bevande alcoliche porta inoltre all’insorgenza di oltre 200 patologie, alcune delle quali molto gravi e potenzialmente mortali. In realtà l’alcol non è fattore eziologico di malattie infettive, tuttavia l’alcolismo può favorire la comparsa di malattie come tubercolosi, polmonite e Aids, oltre ad essere legato a doppio filo con numerose problematiche sociali e atti di violenza e criminalità.

Abuso e dipendenza

Secondo fonti Istat, la popolazione giovane (18-24 anni) è quella più a rischio per il binge drinking (consumo di 6 o più bicchieri di bevande alcoliche in un’unica occasione), frequente soprattutto durante momenti di socializzazione, come dichiara il 17% dei ragazzi. Oltre all’abuso, la dipendenza è una grave piaga sociale.

L’individuo dipendente dall’alcol non può fare a meno di bere e non riesce a controllarne il consumo. Ciò può dipendere da un abuso continuativo di bevande alcoliche, ma anche da una predisposizione genetica o da condizioni ambientali.

La mancata assunzione di alcol da parte di una persona che ne è dipendente provoca sintomi psicologici e fisici da astinenza. Inoltre, chi soffre di dipendenza da alcol perde progressivamente la capacità di relazionarsi, lavorare ed agire, con evidenti gravi conseguenze personali, familiari e sociali.

L’impatto sulla salute

L’alcol ingerito a forti dosi altera il metabolismo, influisce sulla pressione sanguigna, influenza il ritmo del cuore e può causare forme d’intossicazione anche gravi. Danni epatici gravi come la cirrosi, malattie cardiache, nervose e certi tipi di tumori sono le principali conseguenze di un uso smodato e prolungato nel tempo di bevande alcoliche. “L’organo più danneggiato dall’abuso di alcol è il fegato, essendo il principale deputato alla sua metabolizzazione”, commenta il professor Luigi Bolondi. “Con un crescendo di effetti negativi, possono quindi insorgere: steatosi epatica o fegato grasso – importante accumulo di trigliceridi a livello epatico – condizione reversibile se l’individuo smette di bere”.

Tuttavia, se il soggetto continua ad abusare di alcol, la steatosi finisce col compromettere la funzionalità del fegato, a causa del manifestarsi di un processo infiammatorio che prende il nome di epatite alcolica. “Con il passare del tempo tale condizione può evolversi dando origine ad un processo fibrotico (cicatriziale), noto come cirrosi epatica. Tale malattia, totalmente irreversibile e progressiva, può causare, anche se non necessariamente, epatocarcinoma, cioè la comparsa di un tumore al fegato”, continua il professor Vittorio Gallo. Oltre a causare danni al fegato, al cervello e ad altri organi, bere elevate quantità di alcolici può aumentare il rischio di sviluppare diversi tumori. Infine, un consumo seppur moderato può aumentare il rischio di morte per incidenti stradali, omicidi e suicidi, infortuni più o meno gravi.

Un aiuto dagli specialisti

Gli specialisti medici hanno sviluppato conoscenze specifiche sui problemi alcol-correlati e sono in grado di fornire informazioni approfondite sul quadro clinico provocato dall’assunzione patologica di alcol. Sarà compito del medico fornire supporto per l’eventuale apporto farmacologico, decidere se siano necessarie delle cure, suggerire terapie di appoggio individuali o di gruppo, come anche indirizzare ad opportuni altri specialisti qualora siano manifesti anche danni fisici.

“Se ci si rivolge ad un medico specialista (neurologo, epatologo, angiologo) per una qualsiasi forma di malattia, che si possa anche considerare non imputabile all’alcol, è bene far sempre presente la propria situazione di bevitore. Le patologie derivanti dall’uso inadeguato di alcol sono più numerose, frequenti e diffuse all’intero organismo di quanto si possa pensare, ma intervenire in tempo può realmente fare la differenza” conclude il professor Luigi Bolondi.