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Stop all'alcol

Libri, romanzi, video e cd che trattano di alcol, alcolismo e altre dipendenze

 

Recensioni articoli

 

Guida in stato di ebbrezza. Sotto l’influenza di alcool e sostanze stupefacenti/Ippoliti Angelo. Ed. Ce- dam, 2013.

Un volume pensato per offrire ad avvocati, magistrati e operatori di polizia uno strumento, valido ed efficace, per orientarsi nel complesso ed articolato tessuto normativo che disciplina le ipotesi di responsabilità sottese alla guida sotto l’influenza dell’alcool ed in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. In sei capitoli si ripercorrono gli orientamenti della giurisprudenza, sia di legittimità che di merito, con- solidatisi nel corso dell’ultimo triennio tenendo sempre ben presenti le novità introdotte dalla normativa di riferimento (Legge 29 luglio 2010, n. 120 recante “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”). Ad un primo capitolo dedicato alla questioni di diritto intertemporale segue la disamina dell’accertamento dei reati ex art. 186 Codice della Strada e delle questioni concernenti lo svolgimento e l’esito dell’alcoltest (capitoli secondo e terzo). Il capitolo quarto è dedicato interamente all’ipotesi della guida in stato di alterazione psico -fisica per uso di sostanze stupefacenti. Gli ultimi due capitoli trattano dei diversi aspetti problematici sottesi alle fattispecie normative esaminate tra cui, in particolare, il regime delle sanzioni. A corredo e a chiusura di ogni capitolo, e ad esplicitazione della parte teorica in esso trattata, si riporta un’utile ricerca giurisprudenziale.

Il Gambling Patologico. Aspetti psicofisiologici e di personalità/Daniele Manzo. Ed. psicoline, 2012.

In cosa consiste un percorso di psicoterapia? Che cosa fa funzionare una psicoterapia? La psicoterapia è effettiva- mente necessaria? Un maestro e un discepolo si confrontano giorno dopo giorno cercando di trovare risposta a diversi quesiti, per comprendere e analizzare l’essenza e gli effetti anche dirompenti della psicoterapia. Il testo affronta il problema molto diffuso del gioco d’azzardo compulsivo attraverso una prospettiva strettamente scientifica, diversificata rispetto alle tradizionali visioni psicosociali e dinamiche. Sono presenti anche letture alternative, oltre ad ipotesi di intervento e percorsi riabilitativi psicologici e farmacologici. Analizzando i correlati anatomici e neurali, sono poste in primo piano le analogie e le differenze con le dipendenze da sostanze. Sono affrontati i concetti di addiction, craving, sensetion seeking, ed altri.

Gioco d’azzardo: un gioco di coppia? Un’indagine preliminare sugli aspetti di personalità delle partner dei giocatori d’azzardo e cenni sulle dinamiche  relazionali di coppia./V. Cocci, V. Bartoli, L. Ermini, P.E. Dimauro.Contenuto in: Personalità e Dipendenze, Vol. 18, n. 46 (3  2012)

Questo lavoro preliminare ha l’obiettivo di analizzare le caratteristiche di personalità e il livello di codipendenza di un campione di 11 partner donne di giocatori d’azzardo afferenti all’Ambulatorio per il “Gioco d’Azzardo e le Nuove Dipendenze” del Ser.T. di Arezzo, Az. Usl 8 da giugno a dicembre 2011. Ai soggetti è stato somministrato MMPI-2 ed il test HCI. Vengono analizzati: a) il profilo medio del partner del giocatore per le scale di base e supplementari dell’MMPI-2; b) il punteggio medio del test HCI. Tra i risultati significativi emergono: una tendenza alla somatizzazione dell’ansia attraverso sintomi ipocondriaci associati ad un livello di codipendenza che si attesta su punteggi medi. I meccanismi difensivi adottati sono la razionalizzazione e la proiezione, con sviluppo di modelli comportamentali di carattere ossessivo compulsivo. E’ presente una sensazione di profonda insicurezza e inadeguatezza mascherate da vissuti densi di rabbia e ostilità verso l’esterno. Emerge inoltre la tendenza ad emarginarsi in situazioni di interazione sociale assumendo atteggiamenti o passivo dipendenti o improntati a particolare rigidità ed iperattività o ipersensibilità alle azioni degli altri. Sono inoltre presenti tratti di immaturità. La ricerca di attenzione si alterna a spunti di rigidità e diffidenza.

Tutto bene, signora : Autore: Francesco Bricolo Editore: Pragmata Data di pubblicazione: 2013 Pagine: 460 Genere: narrativa ISBN: 9788897792376 Prezzo: € 18,00 http://www.francescobricolo.it/libri_romanzi_tbs_2013_compra.html

Francesco Bricolo affronta con coraggio, sensibilità e senza indugi il tema del fine vita, rispetto al quale sarebbe saggio mantenere le debite distanze o, in caso di necessità, darsela a gambe levate. L’alta digeribilità di queste pagine, è dovuta ad un sapiente e piacevole inganno, che introduce con sottile malizia quella che si rivela essere una grande storia d’amore. Attratto da un titolo rassicurante e totalizzante, chi legge viene subito spiazzato da un incipit che assomiglia più ad un colpo da KO o ad una entrata a gamba tesa, piuttosto che ad un invito alle lettura. Il motivo per cui, dopo un ingresso così aggressivo, il lettore procede è perché si affeziona alla famiglia Brambilla e al suo dramma. Un linguaggio poderoso e a tratti spietato, che guarda senza imbarazzi o finzioni dritto negli occhi e nell’anima e porta la lettrice e il lettore a divorare pagina dopo pagina. Gli eventi si svolgono in Europa tra il 2011 e il 2013, i personaggi sono ben tratteggiati e la storia entra nelle corde del lettore che alla fine del romanzo sente che un pezzo di quell’amore è anche suo e che non è solo.

Valutazione clinica e differenze di genere in un campione di soggetti alcol-dipendenti: analisi di indicatori diagnostici e socioanagrafici/ M.G.L. De Rosa et al. Contenuto in: Mission, 38/2013, XI— II trimestre

La letteratura specialistica evidenzia che la Dipendenza da alcol è maggiormente rappresentata nel genere maschile; studi del NIDA e del NIAAA rilevano rispettivamente un rapporto maschi/femmine pari a 2,3:1 e a 2,6:1 (1) (2). Differenze di genere si rilevano non solo in ambito epidemiologico, ma anche in campo clinico, psicologico e sociale, tanto da stimolare la definizione di programmi di prevenzione, cura e riabilitazione sempre più specifici in base al sesso. L’alcolismo femminile si connota, in generale, per una sostanziale difficoltà da parte della donna nella richiesta di aiuto: il ritardo dell’intervento terapeutico determina più frequentemente una rapida evoluzione della Dipendenza da alcol verso quadri clinici complessi. La tendenza a rimandare la richiesta di aiuto è rinforzata dal giudizio morale e dalla riprovazione sociale che ricade sulla donna alcolista. Nelle donne con problemi alcol-correlati si rileva un tasso significativo di separazioni e divorzi dal coniuge associato frequentemente alla perdita della potestà dei propri figli. Un primo elemento da considerare, nella comprensione degli eventi che caratterizzano l’andamento e l’evoluzione dell’alcolismo femminile, è la comprovata vulnerabilità biologica che le donne presentano a seguito degli effetti tossici dell’alcol. Ciò si traduce, sul piano clinico, in una maggiore frequenza e gravità di patologie alcol Recensione articolo-correlate soprattutto a carico del sistema cardiovascolare, gastroenterico, muscolare e neurologico. Il fenomeno del telescoping course indica il rapido decorso dell’alcolismo femminile che si contraddistingue per un’età di inizio più tardiva rispetto ai maschi, un uso più modesto in termini quantitativi di alcol, una rapida evoluzione verso la Dipendenza e il manifestarsi di gravi conseguenze fisiche e psichiche. Sono sufficienti questi dati di base per intuire quanto sia importante una prevenzione, una diagnosi ed un intervento terapeutico precoce rispetto al consumo problematico di alcol nelle donne. La Dipendenza da alcol nella donna presenta delle specificità anche rispetto ai fattori di rischio. La letteratura scientifica rileva numerosi fattori che, se presenti, possono favorire l’insorgenza dell’Abuso alcolico nel sesso femminile: familiarità per alcolismo (i fattori genetici incidono per il 50%-60% sulla vulnerabilità all’alcolismo in entrambi i sessi), storia di abusi e violenze familiari, comorbilità psichiatrica. L’Epidemiologic Catchment Area Survey (6) nel campione esaminato, costituito da soggetti abusatori/ dipendenti da alcol, ha evidenziato una comorbilità psichiatrica nel 65% dei soggetti di sesso femminile e nel 44% dei soggetti di sesso maschile; il campione femminile presentava una prevalenza di Disturbi Depressivi e di Ansia. Si può pertanto concludere che la comorbilità psichiatrica è più frequente nella donna rispetto all’uomo, ad eccezione del Disturbo Antisociale di Personalità più rappresentato nel sesso maschile. In particolare nel sesso femminile la comorbilità psichiatrica si caratterizza per una elevata frequenza dei Disturbi dell’Umore.

Incidenti stradali: alcol, droghe e psicofarmaci. Con CD-ROM/ Molfese Francesco; Molfese Diego A. Maggioli Editore, 2011.

L’opera, con la recente giurisprudenza ed un pratico formulario, vuole proporsi come strumento di ausilio per tutti coloro che trattano la materia “incidenti stradali” e che hanno l’esigenza di conoscere gli orientamenti giuridici, le tecniche di accertamento e il modus operandi per la difesa del proprio cliente. La normativa di riferimento sullo stato di ebbrezza, più volte modificata per i valori di tolleranza, ha creato un timore, anche psicologico, per ogni guidatore che si pone alla guida dell’auto dopo aver ingerito una piccola quantità di alcol. Il volume spiega in modo pratico quali sono le tecniche di rilevamento del tasso alcolemico, quali prove deve sostenere l’indagato per l’individuazione delle sue condizioni fisiche, se ci si può rifiutare di sottoporsi all’accertamento, come si deve operare per il recupero dei punti decurtati dalla patente, quali ricorsi si possono intraprendere per la difesa dalle sanzioni comminate. Il Cd-Rom allegato contiene il pratico formulario, compilabile e stampabile, e la giurisprudenza raccolta per argomenti.

Alcoldipendenza femminile: pregiudizi e trattamento./ S. Serafin. Contenuto in: Alcologia, N. 17, settembre 2013.

L’uomo e la donna reagiscono all’alcol in modo diverso ma i trattamenti che vengono proposti risultano essere indifferenziati per genere. Scopo del presente lavoro è indagare le ideee che i professionisti hanno nei confronti dell’alcol dipendenza femminile e del relativo trattamento. Lo studio ha evidenziato una differenza di atteggiamento verso i due generi causata da un pregiudizio emergente tra gli esperti: la donna si avvicina all’alcol perché presenta un disagio psichico profondo, quindi più difficile da trattare rispetto al maschio, il quale sembra avvicinarsi alla sostanza soprattutto per cause superficiali. Questo pregiudizio ha poi un effetto sulla relazione col paziente che risulta più accudente e attenta nei confronti delle donne rispetto agli uomini.

 

Dossier Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol. / Salute Umana n. 243 – maggio/giugno 2013.

E’ uscito il numero 243 di Salute Umana relativo ai mesi di maggio/ giugno 2013 in cui si trova il dossier Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol. Oltre ad una intervista la prof. Enrico Tempesta, Presidente del Laboratorio Scientifico, vi si trova anche un lungo articolo dove viene presentata la ricerca sugli adolescenti fatta nel 2012 dall’Osservatorio in collaborazione con la Società della Medicina dell’Adolescenza ad un campione di studenti delle scuole medie italiane nonchè un articolo che indaga sul calo dei consumi di alcol negli ultimi trent’anni (uno studio sul modello mediterraneo) ed infine un articolo sul Progetto Scuole che l’Osservatorio porta avanti dal 2009.

La bussola del piacere. Ovvero perché junk food, sesso, sudore, marijuana, vodka e gioco d’azzardo ci fanno sentire bene/ Linden David J. La Feltrinelli, 2012.

Tutte le società da sempre hanno sviluppato un proprio concetto di vizio, definendo di volta in volta chi è alla ricerca del piacere come edonista, sensista o peccatore. Oggi però sappiamo che molti dei comportamenti che giudichiamo virtuosi – come pregare – attivano lo stesso circuito neuronale del piacere attivato per esempio da sesso, droghe e alcol. Una scrittura brillante, un talento narrativo raro per un libro scientifico e tanti aneddoti curiosi e divertenti sono gli strumenti con i quali David Linden si dedica allo studio della parte del nostro corpo che più ha subito la condanna di leggi, precetti religiosi e morale pubblica: la regione della mente responsabile del senso di piacere. E illustrando il funzionamento e le implicazioni di questo circuito (capace di mettere in rapporto assuefazione, memoria e dipendenza) ci dà prova dell’esistenza di un’unità neuronale che lega il vizio alla virtù.

 

Dipendenze dal piacere e autoterapia/F. Riboldi. Psiconline, 2013.

Tra le malattie più diffuse ed emblematiche del mondo contemporaneo si pongono gli attaccamenti anomali al piacere, sottomissioni ossessive e compulsive al bisogno di gratificazione. In gioco non solo il “piacere chimico”, il piacere correla-to all’assunzione di sostanze (droghe, alcol, fumo), ma anche svariate forme di appagamento comportamentale (gioco, internet, tecnologia, shopping, cibo, sesso, rischio estremo…) in grado anch’esse di destrutturare la mente umana e renderla “incapace di smettere”. Il libro approfondisce in modo semplice ed accessibile a tutti le cosiddette malattie del piacere, una definizione di patologia inconsueta ma appropriata, che accomuna tutti i disturbi della gratificazione ancora da molti considerati come disturbi a sé stanti, di-stinti l’uno dall’altro. La novità della trattazione sta appunto nella visione d’insieme che viene data a queste manifestazioni patologiche di at-taccamento a sostanze e comportamenti. Nel descrivere forme cliniche, meccanismi neurobiologici, fattori di vulnerabilità, indicatori di gravità, classificazioni, servizi e terapie di riferimento, si focalizza sempre l’attenzione sul filo conduttore che unisce tra di loro, in modo inequivocabile, tutte le malattie del piacere e permette di riconoscerle quali espressioni di un’unica patologia.

 

Il gioco come droga/A. Buzzi. Sovera, 2013.

Il gioco d’azzardo, quando diventa un’ossessione, rientra nelle “dipendenze senza sostanze” ed è considerato un disturbo del comportamento. Il giocare d’azzardo diventa una patologia quando aumentano il numero delle giocate e quando si spendono somme che vanno oltre le proprie possibilità nel tentativo di recuperare il denaro perso. I debiti di gioco causano rotture fami-gliari e perdite di patrimoni. Oggi esiste anche il giocatore d’azzardo online ancora più pericoloso perché nascosto a sguardi indiscreti e giudicanti. Que-sto libro mette in evidenza le conseguenze drastiche alle quali si potrebbe andare incontro.

 

Come aiutare i pazienti che bevono troppo. Una Guida per medici - Edizione 2005 aggiornata/ Contenuta in: Medicina delle Dipendenze, Anno III-N. 10 Giugno 2013.

Questo numero di Medicina delle Dipendenze è dedicato alla traduzione e adattamento per l’Italia della Helping Patients Who Drink Too Much – A clinician’s guide. Updated 2005 edition, pubblicata dal prestigioso NationalInstitute on Alcohol Abuse and Alcoholism (NIAAA).La Guida è uno strumento particolarmente utile nella prevenzione e trattamento dei disturbi da uso di alcol per diverse figure professionali, prima fra tutte il medico di medicina generale. La guida è stata realizzata per fornire uno strumento di facile consultazione nella pratica clinica per lom screening per il forte consumo di alcol da un lato e per le conseguenti proposte terapeutiche dall’altro. I principali destinatari della Guida sono i medici di medicina generale, ma anche operatori e specialisti del settore della salute mentale in genere. Il forte consume di alcol può indurre la comparsa di sintomi psichiatrici e, nei pazienti che soffrono di disturbo psichiatrico primitivo, il consumo pesante di questa sostanza può compromettere la risposta al trattamento. Per questa ragione si ritiene cruciale che gli specialisti della salute mentale introducano lo screening per il forte consumo di alcol nella propria routine.

Oltre l’eccesso. Quando internet, shopping, sesso, sport, lavoro, gioco diventano dipendenza/A. Lucchini , P. E. Cicerone.

Un testo divulgativo frutto della collaborazione tra una giornalista scientifica e uno psichiatra tra i massimi esperti nel settore delle dipendenze patologiche. Aiuterà a riconoscere i campanelli d’allarme che distinguono semplici passioni da casi più gravi e soprattutto come curarsi e a chi rivolgersi.

Sballo al volante. Alcol e guida: perché i giovani devono rischiare?/Torre Federico. Ed. Simple, 2011.

La prima parte del libro è incentrata sull’aspetto giuridico della guida in stato di ebbrezza valutando tutti gli aspetti legali dell’articolo 186 del codice della strada. Inoltre, in questa prima parte, vengono dati numerosi consigli al lettore sulle modalità di presentazione di un eventuale ricorso, quando presentarlo, dove e a chi, insomma come difendersi legalmente nel caso ce ne sia la necessità. Piano piano nel libro viene fuori l’aspetto sociologico del problema alcol nei giovani, cercando di dare delle risposte ai molti quesiti che attanagliano la società attuale. Vengono prese in esame altre questioni come per esempio cosa fare di fronte ad un ragazzo che “beve” (e questo è rivolto soprattutto ai genitori ed educatori) oppure il “gusto del rischio” così terribilmente presente nella gioventù attuale. Infine, nell’ultima parte del libro, vengono presi in considerazione dei “progetti-pilota” in alcune scuole per educare i ragazzi ad una corretta gestione del loro comportamento di fronte all’alcol anche in relazione alla circolazione stradale.

Febbre d’azzardo. Antropologia di una presunta malattia/ A cura di: Mauro Pini.

Malati d’azzardo: siamo di fronte a tipi umani con peculiari caratteristiche biologiche e psicopatologiche, come sostiene la biomedicina occidentale, o ad entità fittizie, frutti degeneri del capitalismo funzionali all’imponente business del gioco, come sottolinea una certa critica sociologica? Il saggio si propone di problematizzare la figura del giocatore patologico, sottraendola sia alla sua naturalizzazione, sia agli approcci riduzionisti che tendono a considerarla una mera espressione delle contraddizioni della società dei consumi, per stimolarne una rappresentazione più complessa e articolata: basti pensare alla presenza di ludopatie in epoche preindustriali o in popolazioni indigene precoloniali e, nel contempo, alla loro assenza in diverse aree del pianeta. L’affermazione della realtà fenomenica dei malati d’azzardo non può eludere il compito di oltrepassare l’attuale cortina della medicalizzazione della vita per promuovere una visione multidisciplinare, dove l’analisi antropologica e la ricerca etnografica possano dare un contributo significativo teso ad evidenziare la natura sociale, contestuale e simbolica di questa presunta malattia.

Psicologia delle Tossicodipendenze/Massimo Canu, Piccin Padova 2013.

Questo libro è scritto a più mani, da psicologi ed educatori, con l’obiettivo di fornire una chiara visione d’insieme delle problematiche legate alle tossicodipendenze. Il manuale descrive in modo sintetico ma preciso il fenomeno della dipendenza, dalle sue origini agli inizi del XIX secolo fino al più recente fenomeno del cosiddetto “uso ricreativo” di alcune sostanze. Nel libro vengono analizzate le diverse teorie che spiegano l’origine della dipendenza, da quelle più moderne neurobiologiche del sistema del reward, a quelle psicodinamiche, evolutivo-relazionali, cognitivo-comportamentali e sistemico relazionali. Gli autori hanno descritto non solo le percentuali di consumo, in Italia e negli altri Paesi, di alcol, nicotina e sostanze illegali, ma hanno stilato un profilo in base alla sostanza assunta. Alla descrizione delle singole sostanze, segue il capitolo sui diversi modelli di prevenzione. Gli ultimi capitoli analizzano i diversi servizi che si occupano di dipenden-za, le buone prassi degli operatori e il ruolo delle relazioni familiari. Il manuale termina con una sommaria descrizione dei principi per le buone pratiche per i geni-tori, che insieme alla scuola e alle istituzioni, svolgono un ruolo determinante per affrontare un problema così complesso come quello delle dipendenze.

 La magnolia è fiorita - Vladimir Hudolin raccontato da Visnja Hudolin

La magnolia è fiorita – Vladimir Hudolin raccontato da Visnja Hudolin

Attraverso le parole della moglie del Prof. Hudolin, Visnja, si ha la possibilità di conoscere l’uomo, insieme al professionista, allo psichiatra, conoscere i sentimenti, le emozioni che accompagnavano i suoi pensieri, che lo spingevano verso quelle realizzazioni di immenso valore per il miglioramento delle condizioni di vita di una gran parte della popolazione. Questo scritto vuole favorire un incontro, sia pure in maniera ideale e non concreta, tra un uomo ed altri uomini e donne che possono, dalla vita di quest’uomo, trarre qualcosa di buono per la propria vita.

 Vino e bufale - di Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada

Vino e bufale – di Enrico Baraldi e Alessandro Sbarbada

Vino, birra e superalcolici sono i protagonisti della più massiccia disinformazione nei confronti di una sostanza di comune consumo: l’alcol. Alla fine di questo libro avrete le informazioni corrette e documentate per decidere del vostro stile di vita rispetto al vino e alle bevande alcoliche. Potrete anche continuare a bere, ma solo perchè vi piace. Perchè tutti gli altri motivi sono delle bufale.

 Video CD "I giorni perduti" Film sulla prevenzione dell'alcolismo

 Video CD “I giorni perduti” Film sulla prevenzione dell’alcolismo

I giorni perduti è un film che è stato realizzato per prevenire il problema dell’alcolismo. Vi hanno partecipato attori famosi che grazie alla loro testimonianza hanno fatto di esso un documento importantissimo da adoperare come mezzo di prevenzione attraverso le Istituzioni, le Associazioni, le Ulss.

 CD "Verso casa mia" di Giancarlo Di Muoio - 2011

 CD “Verso casa mia” di Giancarlo Di Muoio – 2011

 Anno 1999

Una pericolosa sete d’amore – Storia di un’ossessione – Caroline Knapp

Per tutti Caroline era una donna di  successo, una giornalista affermata e pluripremiata, brillante in società, amata dal suo compagno, stimata dagli amici. Nel chiuso della sua stanza, dove nessuno la poteva vedere, Caroline beveva. Fino a stordirsi, a perdere contatto con la realtà. La sua doppia vita è durata vent’anni. Fino al giorno in cui qualcosa si è rotto… E Caroline ha cominciato a lottare contro la sua ossessione. Questa è la sua storia.

La casta del vino- Anno 2011 - Enrico Baraldi, Alessandro Sbarbada

 La casta del vino- Anno 2011 – Enrico Baraldi, Alessandro Sbarbada

In Italia le vendite di vino sono calate del 70 % negli ultimi 40 anni. Gli italiani ci hanno guadagnato in qualità e durata della vita, in salute e in sicurezza, anche se molto resta da fare. Per questo è in atto una sistematica controffensiva di promozione al bere da parte di una casta potentissima, protetta da politici e alleata a divulgatori (pseudo)scientifici. Coinvolgono mamme in gestazione, neonati, bambini all’asilo e anziani, utilizzando personaggi noti, ministri o ex ministri e persino il Buon Gesù.

 Donne che amano troppo

 Donne che amano troppo – 1989 – Robin Nerwood

Perchè amare diviene “amare troppo”, e quando questo accade? Perchè le donne a volte pur riconoscendo il loro partner come inadeguato o non disponibile non riescono a liberarsene? Mentre sperano o desiderano che “lui” cambi, di fatto si coinvolgono sempre più profondamente in un meccanismo di assuefazione.

Robin Norwood, psicoterapeuta specializzata in terapia della famiglia, si occupa dei problemi di “dipendenza” e ha lavorato nel campo delle tossicodipendenze e dell’alcolismo.

 Lettere di donne che amano troppo

 Lettere di donne che amano troppo – 1997 – Robin Norwood

Le lettere pubblicate in questo libro sono tutte vere. Sono di persone che hanno letto Donne che amano troppo. Le risposte sono di una donna, l’autrice, che lavora da anni su questo argomento, che ha sofferto per un’intera vita di dipendenza relazionale, e che per sette anni si è curata per uscirne. Tutti vorremmo rispondere alle nostre domande, alle paure, ai dubbi, ai conflitti. Ma le risposte, quando vengono, non stanno nei buoni consigli quanto piuttosto nel senso di ogni storia e nella nostra volontà di cambiare.

 Guarire coi perchè

Guarire coi perchè – 1994- Robin Norwood

E’ dedicato sia ad un pubblico maschile che femminile, nel quale affronta le pieghe più profonde dello Spirito. Attraverso storie di personi comuni afflitte da vari problemi (infedeltà coniugale, tossicodipendenza, crolli finanziari, alcolismo, Aids, Malattie…).Nel tentativo di convincerci che ogni problema che ci troviamo di fronte non è altro che un compito assegnatoci dalla nostra anima, l’autrice ci fornisce anche la chiave per imparare consapevolmente a cooperare con il nostro destino, a vivere una vita più attiva e a curare le ferite più profonde del cuore.

 La paura oltre l'alcol

La paura oltre l’alcol – 2001 – Giorgio Cerizza, Vittoria M. Borella

Risposte per chi beve e per i suoi famigliari 

E’ un libro fatto di domande e risposte. Le domande sono fatte da una lei che ha assistito e condiviso la disperazione e i momenti bui di un familiare alcolista. Le risposte vengono da un alcologo, che tutti i giorni aiuta alcolisti e i loro parenti ad uscire dal loro inferno personale.

 I ragazzi dalla collana di lamiera

 I ragazzi dalla collana di lamiera – 2011- Franco Baldo

Stefania è poco più che diciottenne quando, una notte, Matteo, il suo ragazzo, muore in auto uscendo di strada. Avevano bevuto insieme in un locale e solo per caso all’uscita, lei non era con lui. Da questo esatto momento in poi la vita di Stefania cambia per sempre. La disperata tristezza iniziale diventa una intelligente lotta contro la causa che ha determinato la morte del suo amato Matteo: l’alcol.

 Io sono la bottiglia che bevo

“Io sono la bottiglia che bevo” L’immagine di Sè in soggetti alcolisti – Paola Nicolini

Una bottiglia di vino sulla nostra tavola non ha in sè per sè niente di preoccupante, ma proprio per questo la sindrome da alcol-dipendenza può svilupparsi anche sotto i nostri occhi con estrema facilità. E i dati parlano chiaro: 5.000.000 di italiani abusano di alcol; 1.000.000 di questi sono alcilisti; ogni anno si verificano 30.000 morti correlate all’assunzione di sostanze alcoliche direttamente o indirettamente, per non parlare dei 3.000 bambini che ogni anno nascono con sindrome feto-alcolica… Un aiuto, però possono essere le testimonianze e le voci di quanti vivono sulla propria pelle la dipendenza dall’alcol.

 "Il corpo non dimentica", i tre anni di buio di Violetta Bellocchio

“Il corpo non dimentica” (Mondadori, 274 pagine, 17 euro)

Una storia fatta di angoscia, di conoscenze sbagliate, ricoveri in ospedale, bruciature, svenimenti, del terrore di chiudere gli occhi per l’ultima volta. Una storia iniziata quasi per caso, “come altre cadono nella lotta clandestina, oppure vanno a recitare nei porno con calci e sputi”, una storia che resta tatuata sulla pelle con tutta la sua violenza ma anche con l’assurdo splendore delle esperienze estreme. Così che, per liberarsene, la sola via è trovare il coraggio di rievocarla, e anche di ammettere tutto il fascino che emana. La dipendenza fa sentire «in ginocchio davanti a qualcosa che non capiamo», a un dio terribile che ha il potere di esaltare e di umiliare. “È difficile smettere perché è impossibile accettare che niente ci farà sentire mai più così”, “tu non sei una fiamma, sei la fiamma: tu bruci. Tutta quanta te, passata e futura, prende fuoco”. Comincia il lungo cammino della disintossicazione, quando tutti ti dicono che ce l’hai fatta e tu hai paura che basti un passo falso per rimandarti nell’abisso. Con terrore e pazienza, scheggia dopo scheggia, Violetta Bellocchio ricostruisce se stessa attorno a parole chiave che, come calamite, chiamano intorno a sé immagini e storie; e così facendo dà vita a un libro che è un mémoire coraggioso, di graffiante autoironia, e un documento letterario di straordinaria forza emotiva. Una lettura in cui la sincerità è tagliente come la lama di un rasoio. Pagine che vibrano di dolore e che ci raccontano come liberarsi da se stessi non sia mai possibile, come ogni catarsi sia un mito pericoloso, come solo la forza di riconoscere il passato apra la porta a un futuro possibile, consapevole, migliore.

 Quando il gioco si fa duro

“Quando il gioco si fa duro” Nadia Toffa – Rizzoli – 2014 – Pagine: 256Prezzo: 17,00 euro

Quante sono le sale slot in Italia? A quanto ammonta il volume d’affari dell’azzardo e come è ripartito tra macchinette, videolottery, Gratta e Vinci, scommesse…? Perché, se negli ultimi dieci anni la cifra spesa dagli italiani per il gioco è più che triplicata, lo Stato non vede aumentare i suoi introiti? E in che modo le organizzazioni criminali si insinuano nel business? Queste sono solo alcune delle domande dalle quali è partita Nadia Toffa per condurre, con lo stile inconfondibile che l’ha resa una delle Iene più apprezzate della trasmissione tv, un’indagine serrata che svela come la ludopatia (cioè la dipendenza dal gioco) sia diventata un’autentica piaga sociale. Per analizzare il fenomeno a fondo e senza preconcetti, Nadia non si è limitata a ricostruire l’evoluzione del business dell’azzardo in Italia o i recenti provvedimenti (non) presi dallo Stato, ma ha raccolto testimonianze sul campo e ha raccontato storie esemplari al limite del surreale. Come quella di Nicola che, pur di dedicarsi indisturbato ai giochi on line, fa perdere le sue tracce: la famiglia lo cerca ovunque mentre lui è barricato in garage, illuminato solo dalla luce del monitor. Infine, Nadia ha stilato due preziosi decaloghi che spiegano con grande chiarezza cosa fare per salvare un malato d’azzardo dai suoi demoni. Perché, come insegnano tanti tragici casi di cronaca recente, quando il gioco si fa duro non c’è un minuto da perdere.

 

 

 Mal d'alcol - libro

Luigi Raniero Fassati, Mal d’Alcol – Il racconto di un grande medico per non cadere in trappola

Luigi Raniero Fassati è stato professore di Chirurgia all’Università di Milano e ha diretto il dipartimento di Chirurgia e dei Trapianti all’ospedale Policlinico. Fassati racconta in questo libro, pensato per un pubblico di giovanissimi e non solo, le storie di due pazienti: Alex e Viola. Dietro i due nomi di fantasia si nascondono due storie drammatiche di alcool.

Alex, 18 anni, entra in sala operatoria in condizioni critiche: a causa di un incidente il suo fegato è “spappollato” e ha perso molto sangue. Per salvarlo serve solo il trapianto, per avere un nuovo fegato attenderà 20 ore e l’unica soluzione per guadagnare un po’ di tempo è estrarre l’organo. Alex dopo 20 ore riceve un nuovo fegato, il donatore è un 68enne austriaco. Il paziente supera anche la fase del rigetto, ma quattro anni dopo, pur avendo promesso a se stesso e al dottor Fassati che sarebbe diventato astemio, riprende a bere. Il suo fegato non regge, a ventitré anni Alex muore per un’emorragia gastrica.

La seconda storia è quella di Viola, una bella ragazza di ottima famiglia appena 18enne. Arriva in ospedale in coma etilico e con un alito che puzzava di vodka. Viola è in coma etilico, il suo cervello e le sue funzioni neurologiche sono fortemente compromesse. Nonostante sia più vicina alla morte che alla vita, Viola viene salvata. La ragazza aveva tracannato mezza bottiglia di vodka per impressionare alcune persone della sua comitiva. Viola contrariamente ad Alex smetterà di bere e quattro anni dopo avrà un bambino che chiamerà proprio Luigi come il dottor Fassati.

Il professor Fassati ha raccolto in questo libro solo due delle storie di giovani pazienti che hanno avuto problemi di salute per l’eccessivo consumo di alcol. A metà fra saggio e romanzo, il libro del professor Fassati è una lettura molto piacevole ed è spesso arricchita con racconti da “sala operatoria” che rimandano alle serie TV ambientate negli ospedali con ricordi dei pazienti. Inoltre il professor Fassati dice sempre nel corso delle sue conferenze che gli effetti del consumo di alcol siano ben peggiori di quelli di droghe pesanti come cocaina ed eroina. Fassati dà anche alcuni consigli pratici da seguire: non bere a stomaco vuoto, non guidare dopo che si è bevuto, l’alcol non scisso in alcol deidrogenasi (l’alcol deidrogenasi è l’enzima che ossida l’alcol etilico ad acetaldeide. In natura è presente in lieviti e batteri) porta alla morte della cellula epatica ed evitare di iniziare a bere quando si è giovani.

Contrario a ogni forma di proibizionismo, Fassati vuole semplicemente che i ragazzi si divertano, ma con moderazione, e combatte la forte disinformazione legata al consumo di alcol. Disinformazione che spesso parte dalla cattiva pubblicità che viene fatta alle bevande alcoliche. Mal d’Alcol è un libro che può aiutare a combattere il dilagante consumo di alcol fra i più giovani.

 
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