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L’alcol danneggia le ossa

I danni del binge drinking sulle ossa dei giovani

(Articolo tratto dal sito http://www.italiasalute.it/1408/L%E2%80%99alcol-danneggia-ossa.html del 06 marzo 2017)

 

Varie_1408.jpg Bere alcol in quantità esagerate non ha effetti negativi solo sugli organi, ma finisce per danneggiare anche le ossa. È stato provato che l’alcolismo costituisce un fattore di rischio per l’osteoporosi, in quanto pregiudica la massa ossea e conduce a un deterioramento generale del metabolismo osseo.
Uno studio pilota condotto dall’Università di Vienna suggerisce che un consumo eccessivo di alcol – fenomeno noto come binge drinking – ha un impatto negativo sul tessuto osseo dei giovani. (continua…)

 
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Neurotrasmettitore glutammato può avere ruolo nella ricaduta nell’alcolismo

(Articolo di Luisa Luciano tratto dal sito http://notiziescientifiche.it/neurotrasmettitore-glutammato-puo-ruolo-nella-ricaduta-nellalcolismo/ del 24 febbraio 2018)

Uno dei problemi principali di chi affronta un percorso per smettere di bere è quello della ricaduta: anche dopo anni durante i quali non si è toccato un goccio d’alcol, il rischio di ricadere nell’oblio è sempre forte e presente.
Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Alcohol and Alcoholism e condotto dall’università dell’Indiana, mostra quello che potrebbe essere considerato come uno dei principali responsabili proprio delle ricadute nell’alcolismo.

Secondo le statistiche negli Stati Uniti, dove il fenomeno dell’alcolismo è alquanto diffuso, il 90% delle persone che stanno tentando di smettere di bere è affetto da ricadute nel giro di quattro anni. Le ricadute stesse sono diretta conseguenza di varie “tentazioni” a cui lo stesso paziente è sottoposto: suoni (ad esempio di bicchieri al bar), odori, situazioni, e tutti quei contesti legati a passate esperienze di consumo di alcol.

Secondo Sharlene Newman, professoressa del Dipartimento di Scienze Psicologiche e del Cervello della IU, il motivo sarebbe da ricercare nei livelli di glutammato. Le “tentazione” di cui sopra sarebbero infatti fortemente associati a questo neurotrasmettitore, almeno nei ratti sui quali sono stati condotti esperimenti. Risultati che poi sono stati confermati anche dalle misurazioni delle concentrazioni di glutammato in 35 soggetti, 17 alcolisti e 18 non alcolisti. Ai soggetti venivano mostrate immagini di bevande alcoliche: gli alcolisti mostravano un netto cambiamento nei livelli di glutammato a differenza dei non alcolisti.

Secondo la Newman “La dopamina è il neurotrasmettitore più conosciuto, la cui carenza contribuisce alla depressione, all’ansia, al disturbo da deficit dell’attenzione e alla malattia di Parkinson, ma in realtà rappresenta meno del 5% di tutte le attività sinaptiche, mentre il glutammato rappresenta circa il 50% di questa attività ed è particolarmente coinvolta nei circuiti di motivazione-ricompensa integrati nella dipendenza”.
Gli stessi livelli di glutammato nel cervello possono essere misurati tramite spettroscopia a risonanza magnetica.

 
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8 sintomi dell’alcolizzato

(Articolo di Javier Fiz Perez tratto dal sito https://it.aleteia.org/2018/02/23/8-sintomi-alcolizzato/ del 23 febbraio 2018)

Prendere in mano la propria vita e impedire che l’alcool ci governi è il primo passo di un nuovo stile di vita

L’abuso di alcool non porta a niente di buono. Saper bere in compagnia degli altri, con moderazione e godendosi un momento di sana amicizia, è qualcosa di ben diverso dal consumo eccessivo di alcool e dalla dipendenza dalle bevande alcoliche.

Essere ben informati è il primo passo per evitare cattive abitudini che possono portare all’alcolismo. La dipendenza dall’alcool si riflette sulla necessità di bere in modo abituale quantità eccessive di alcool per un periodo prolungato di tempo, fino a che si trasforma in una dipendenza.

Quest’ultima può associarsi a problemi di salute psicologica e fisica che tendono a influire fortemente sui rapporti con gli altri in tutti i contesti – familiari, amicali, lavorativi.

Alcuni sintomi della dipendenza dall’alcool sono:

1. La necessità di bere controlla la propria vita: La dipendenza dall’alcool è in genere caratterizzata dal bisogno imperioso di bere alcool e dall’incapacità di limitare la quantità o di smettere di bere.
2. Tolleranza alcolica: Quando si beve abitualmente, il corpo si abitua ad assumere una grande quantità di alcool sperimentando la necessità di bere sempre di più per sentirne gli effetti.
3. Disinteresse: Negare altri interessi a favore di attività che implicano il fatto di bere alcool.
4. Occupazione: Aumentare costantemente il tempo che si dedica a bere e a riprendersi dagli effetti dell’alcool.
5. Anche al mattino: Iniziare a bere prima di mezzogiorno.
6. Ansia o irritabilità.
7. Non riuscire a smettere: Sentire che non si può smettere di bere pur sperimentando i sintomi negativi a livello fisico e psicologico.
8. Sperimentare i sintomi fisici dell’astinenza: tremori, sudorazione eccessiva, difficoltà a dormire, ansia, senso di malessere fin dalle prime ore della giornata.

 
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Avviso a tutti i Soci

 

 

Il giorno 09 Marzo 2018,  alle ore 20,30  presso la Sede Acat Villafranca in Via Fantoni 1, si terrà:

 

Assemblea Generale per Approvazione Bilancio

Si pregano tutti i soci dei vari Club a presenziare alla riunione. Grazie

 
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A causa dell’alcolismo si vivrà di meno

(Articolo di Bartolo Scandizzo tratto dal sito http://www.unicosettimanale.it/news/attualita/682703/a-causa-dellalcolismo-si-vivra-di-meno del 13 febbraio 2018)

Il fenomeno riguarda in misura preoccupante i giovani che frequentano locali notturni e in modalità associata: in comitive o gruppi di amici.

Saranno gli adulti di domani con l’uso esagerato e precoce di bevande alcoliche. A questa accoppiata hanno dedicato un articolo gli esperti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, apparso sulla rivista Alcohol and alcoholism, puntando il dito sugli effetti nefasti per il fegato. «Aumentano malattie croniche e progressive. Ci troveremo di fronte a una generazione di giovani adulti con malattie epatiche che oggi si vedono nei 70enni».

Valerio Nobili, responsabile della struttura semplice di Epatopatie metaboliche e autoimmuni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, spiega senza esitazioni: «In questo momento siamo di fronte a un allarme sociale. Fra i giovanissimi osserviamo due patologie che stanno crescendo in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni: l’uso e l’abuso di bevande alcoliche e l’obesità. Se un bambino è obeso, ha quindi un’elevata probabilità di avere un fegato grasso, e se in età adolescenziale diventa anche un bevitore subisce l’effetto di due danni che non si sommano fra loro, ma si moltiplicano in modo esponenziale». Impossibile non legare questi comportamenti all’aumento, che pure rilevano Nobili e colleghi, di malattie croniche e progressive del fegato, come infiammazioni, steatosi (o “fegato grasso”) e fibrosi

«Ai ragazzi in sovrappeso – aggiunge Nobili – bisogna sommare i 3-400mila 14-16enni che fanno uso e abuso di alcol». Fra i comportamenti a rischio che i pediatri del Bambin Gesù hanno avuto modo di rilevare, c’è la «scoperta» del bere a stomaco vuoto, chiamata con un brutto neologismo drunkoressia. «Dopo un digiuno prolungato l’alcol viene assorbito completamente, con danni acuti gravi e potenzialmente letali (encefalopatia alcolica) e con danni a lungo termine se il comportamento è ripetuto. Questi ragazzi rischiano di arrivare a 35 anni con un fegato gravemente compromesso».

«Negli anni ’90 avevamo un acme dei fegati cirrotici intorno ai 60-70 anni, oggi si colloca in anticipo di 20 anni almeno. Ecco perché abbiamo scritto che questi bambini compromettono le loro aspettative di vita di almeno 20 anni. Una previsione – ricorda Nobili – tristemente avanzata già nel 2005 in un articolo sul New England Journal of Medicine: la generazione attuale di bambini sarà forse la prima dal dopoguerra ad avere un’aspettativa di vita inferiore a quella dei propri genitori».

Che fare? «Occorre unire gli sforzi, insieme alle istituzioni e ai pediatri – riassume Nobili -. Qualche esempio? Portare la frutta nelle scuole, promuovere il consumo di pesce (gli acidi grassi Omega-3, di cui è ricco specialmente il pesce azzurro, sono dei potenti “sgrassanti” naturali per il fegato e nella dieta dei bambini italiani la loro quantità è pari a un quinto di quella raccomandata). Bisogna trovare spazi per l’attività fisica, promuovere gli spostamenti a piedi. Tutto questo costa, denaro e impegno, ma il costo futuro di milioni di giovani adulti malati sarà infinitamente più alto.

Questo per la prevenzione. Per quel che riguarda invece gli interventi di recupero, c’è bisogno che i Piani sociali di zona prendano in carico il problema e attivino percorsi sperimentali per tentare di accompagnare fuori dalla zona a rischio soprattutto i giovani delle scuole superiori.

Anche i dirigenti scolastici dovrebbero farsi parte in causa nel sensibilizzare gli studenti che si apprestano ad organizzare i famosi Mak P (la festa scolastica organizzata in Italia al termine del quinto anno di scuola superiore, cento giorni prima della fine dell’anno scolastico) a limitare in modo consapevole l’uso di bevande alcoliche e far sottoscrivere ai partecipanti un impegno ad autocontrollarsi nell’uso di sostanze stupefacenti. Questo in considerazione del fatto che a questa “cerimonia” la stragrande maggioranza dei partecipanti sono minorenni in quanto la festa è aperta anche agli allievi delle classi inferiori a quella dell’ultimo anno.

Senza contare, poi, agli intrusi esterni che in molti casi vengono fatti entrare solo per implementare l’incasso della serata.

Insomma, prevenire invece che curare mi sembra ancora la migliore cura. Quando il vaso si sarà rotto, per quanto si è bravi ad incollare i cocci, sarà sempre un vaso rattoppato.

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COMUNICAZIONE

 

Si avvisa che, per problemi con infinito.it, dal 08 gennaio 2018 il nostro indirizzo mail sarà:

 

acat.castelscaligero@gmail.com

 
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Tumori testa-collo: fumo e alcol aumentano le probabilità di morte

(Articolo tratto dal sito http://www.informasalus.it/it/articoli/tumori-fumo-alcol-morte.php del 06 dicembre 2017)

Le persone con tumori del collo e della testa che fumano e bevono alcolici hanno maggiori probabilità di morire rispetto ai non fumatori e agli astemi. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Saint Louis University School of Medicine guidati da Nosayaba Osazuwa-Peter.

La ricerca ha coinvolto 463 pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo. Circa la metà dei pazienti è stata monitorata per almeno sette anni. Nel corso dello studio, 254 persone (ovvero il 55% dei pazienti inclusi nello studio) sono decedute. Si è visto in particolare che coloro che fumavano al momento della diagnosi, avevano il doppio delle probabilità di morire rispetto ai non fumatori, e le persone che consumavano di alcolici avevano il 68% di probabilità in più di morire.

Circa la metà dei fumatori è sopravvissuta per almeno 7 anni dopo la diagnosi, mentre circa la metà dei non fumatori è sopravvissuta per almeno 17 anni.

Il carcinoma a cellule squamose della testa e del collo è considerato universalmente come il settimo tipo più comune di cancro. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono diagnosticati 600.000 nuovi casi a livello globale. Si tratta di tumori più comuni negli uomini e nelle persone tra i 50 e i 60 anni, ma un numero crescente di casi viene diagnosticato anche in pazienti più giovani.

 

 
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Auguri di Natale 2017

 

Il 22 dicembre 2017, alle ore 19,30 si terrà presso la Sala Franzini (dietro al Duomo) di Villafranca la consueta cena di fine anno organizzata alla’Acat Villafranca Castel Scaligero.

Con l’occasione verrà offerta la cena a tutti i soci in un momento conviviale per augurare a tutti un Buon Natale e felice Anno Nuovo .

 

Risultati immagini per foto Duomo villafranca

Buon Natale e felice 2018 a tutti!!!

 

 
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Adolescenti e suicidio: rischi moltiplicati con genitori poco empatici

(Articolo tratto dal sito https://www.scienzenotizie.it/2017/12/05/adolescenti-e-suicidio-rischi-moltiplicati-con-genitori-poco-empatici-5726121 del 05 dicembre 2017)

Genitori disinteressati o troppo severi rappresentano uno dei rischi maggiori per la salute psichica degli adolescenti e dei bambini con un aumento del tasso di suicidio.

Gli adolescenti con genitori severi e poco sensibili hanno un rischio maggiore di suicidio. A rivelarlo è una ricerca  dell’Università di Cincinnati basata su una serie di dati dello studio “2012 National Survey on Drug Use and Health“, una ricerca incentrata sull’uso stupefacenti, alcol e farmaci senza prescrizione dei giovani. Secondo i dati il rischio suicidio è molto alto tra i giovani tra i dodici ed i diciassette anni con genitori poco empatici e disinteressati alla vita dei figli. Una mancanza di sostegno che può risultare fatale per i ricercatori.

Sono gli adolescenti tra i 12 ed i 13 anni a vivere una condizione di maggiore disagio con un rischio di suicidio superiore di cinque volte rispetto ai giovani della stessa età coinvolti emotivamente con i genitori. Dati preoccupanti anche per gli alunni che non ricevono mai un aiuto nei compiti a casa o un apprezzamento per i buoni risultati raggiunti. Una situazione preoccupante anche per i ragazzi con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni che hanno mostrato un’attitudine al suicidio tripla rispetto ai coetanei. Insomma il suicidio è una possibilità molto più concreta per i bambini che non sentono l’affetto del padre e della madre.

 
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Alcuni momenti della serata Interclub del 13.10.2017

Isola della Scala (Vr)