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Sindrome alcolica fetale: ogni anno 119.000 bambini al mondo nascono con questa patologia

 

(Articolo tratto dal sito https://picchionews.it/curiosita/sindrome-alcolica-fetale-ogni-anno-119-000-bambini-al-mondo-nascono-con-questa-patologia del 13 gennaio 2017)

 

 

Sindrome alcolica fetale: ogni anno 119.000 bambini al mondo nascono con questa patologia

Uno studio del centro di dipendenza e salute mentale del Canada offre le prime stime a livello mondiale del numero di donne che bevono alcol durante la gravidanza: ben il 10 % e dimostra come ogni anno circa 119.000 bambini nascano con la sindrome da alcolismo fetale in conseguenza di questo consumo, secondo i dati pubblicati su ‘The Lancet Global Health’. La ricerca dimostra anche ampie variazioni tra regioni e paesi, poiché in alcuni stati si stima che vi siano punte nelle quali più del 45 % beve alcol durante la gravidanza. In altri, come il Canada, dove ci sono indicazioni cliniche a favore dell’astinenza durante la gravidanza, si ritiene che, nonostante tutto, ben il 10 % continua a bere in gravidanza. Le conseguenze più gravi di questo consumo è quasi che 15 persone ogni 10.000 nel mondo soffrono un disordine da alcool fetale, che è caratterizzato da problemi mentali, comportamentali e di apprendimento ed anche disabilità fisiche. La stima è stata effettuata sulla base di giudizi approfonditi della letteratura medica e dell’analisi statistica e cercano di aiutare paesi ad approntare iniziative e politiche di sanità pubblica, quali i sistemi di monitoraggio e migliori programmi educativi sui rischi del bere alcol durante la gravidanza.

I cinque paesi con maggior consumo di alcol durante la gravidanza si collocano in Europa e sono la Danimarca, Bielorussia, Russia, Regno Unito e Irlanda. E l’Europa era anche la “regione” che aveva una maggiore prevalenza, del 2.6 % più alta della media mondiale. I livelli più bassi di alcol durante la gravidanza e di sindrome alcolica fetale, d’altra parte, sono stati trovati nelle regioni del Mediterraneo orientale e nel sud-est asiatico, dal momento che in generale sono regioni con consumo inferiore. Non tutte le donne che bevono durante la gravidanza avranno un bambino con questo disturbo, si stima che riguardi solo i neonati di 1 su 67 madri bevitrici, ha sostenuto Svetlana Popova, autrice principale di questo lavoro. Tuttavia, la ricercatrice ammette che questa statistica è molto riduttiva e non comprende altri tipi di disturbi che possono anche essere collegati al consumo di alcol. Infatti, anche se è ben stabilito che l’alcol può danneggiare qualsiasi organo o sistema del feto durante il suo sviluppo, in particolare il cervello, ancora non si sa esattamente che cosa renda un feto più suscettibile, in termini di quantità o di frequenza del consumo durante la gravidanza, così l’influenza di altri fattori come la genetica, lo stress, il fumo e la nutrizione. Di conseguenza, Popova insiste che “molto probabilmente è comunque meglio astenersi completamente dal consumo di alcol durante la gravidanza”.

 
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Drunkorexia: un preoccupante fenomeno che sta spopolando tra i giovani

 

(Articolo di Paola Ferrario tratto dal sito http://www.gingergeneration.it/n/drunkorexia-240273-n.htm del 10 Gennaio 2017)

 

Prima un aperitivo. Poi un calice di vino: magari bianco, poi via con i superalcolici: il primo cocktail, uno «shottino», il secondo cocktail. Per chiudere a fine serata con un amaro. È la drunkorexia, un comportamento alimentare disordinato che include un elevato apporto di alcool (il termine è americano e coniuga la parola drunk che significa ubriaco con orexia che significa appetito).

Se infatti bere alcool durante il periodo studentesco è un fenomeno piuttosto comune, diverso e ben più grave è questa nuova forma di malattia: una combinazione di abuso di alcool più comportamenti associati ai disturbi alimentari, tra cui il consumo limitato di cibo, abbuffate e vomito, abuso di lassativi ed eccesso di esercizio fisico.

Drunkorexia: un preoccupante fenomeno che sta crescendo tra i giovani. Abbina disordini alimentari come rifiuto di cibocon l'abuso di alcool.

“Le studentesse universitarie sembrano adottare questi comportamenti per aumentare paradossalmente gli effetti dell’alcool ma, allo stesso tempo, per ridurre le calorie introdotte con il cibo inducendosi il vomito, aumentando l’esercizio fisico, o rifiutando del tutto il cibo” ha spiegato a Science Daily, Dipali V. Rinker, psicologa e ricercatrice presso l’Università di Houston.

Questo fenomeno preoccupa molto perché include disturbi alimentari e disturbi legati all’alcool. Dati preoccupanti, se si considera l’impatto negativo che ha l’alcol sulla salute: soprattutto se assunto in dosi massicce. Ecco spiegato il non raro abbinamento tra la drunkorexia e alcuni disturbi del comportamento alimentare: in primis l’anoressia e la bulimia nervosa.

Sì, perché, sembrerà strano, ma i giovani che trangugiano alcol in quantità spropositate sono spesso dei cultori della forma fisica, si allenano con estrema regolarità e mangiano con parsimonia.

Ma di fronte all’alcol, perdono qualsiasi forma di controllo. Quindi, attenzione. Gli effetti dell’alcool a stomaco vuoto sono pesantissimi, possono portare ulcere e tumori. Idem, non nutrirsi adeguatamente: carenze di vitamine, proteine e sali minerali, intaccano il sistema osseo, muscolare e nervoso.

 
 
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Festival Non c’è differenza, terza ricca edizione

 

Testo proveniente dalla pagina: Festival Non c’è differenza, terza ricca edizione http://www.dismappa.it/festival-non-ce-differenza-terza-ricca-edizione/

 

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Teatro Laboratorio di Verona 1-5 dicembre 2016

FESTIVAL NON C’È DIFFERENZA terza edizione

Al via dall’1 al 5 dicembre la terza edizione del Festival “Non c’è differenza” ideato da Isabella Caserta e organizzato dal Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio con l’obiettivo di porre l’attenzione sull’altro da sé in occasione del 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità. Giorni “vivi” in cui chi opera nel settore e chi invece non lo conosce possa avere modo di interscambiare informazioni ed esperienze anche con operatori specializzati. In collaborazione con Dismappa, che dal 2012 si occupa di promuovere la cultura dell’accessibilità a Verona, e inaugurato l’innovativa forma di ospitalità Casa Dismappa. Proprio a Casa Dismappa si terrà il 29 novembre l’anteprima Festival con una video conferenza con Iacopo Melio. Dall’1 al 5 dicembre gli eventi si svolgeranno al Teatro Laboratorio all’Arsenale con un calendario ricco e variegato dove si parlerà di differenza declinandola in varie sfaccettature.

FESTIVAL NON C'È DIFFERENZA  terza edizione  Al via dall'1 al 5 dicembre la terza edizione del Festival “Non c'è differenza” ideato da Isabella Caserta e organizzato dal Teatro Scientifico – Teatro Laboratorio con l'obiettivo di porre l'attenzione sull'altro da sé in occasione del 3 dicembre, Giornata Internazionale delle persone con disabilità. Giorni “vivi” in cui chi opera nel settore e chi invece non lo conosce possa avere modo di interscambiare informazioni ed esperienze anche con operatori specializzati. In collaborazione con Dismappa, che dal 2012 si occupa di promuovere la cultura dell'accessibilità a Verona, e inaugurato l'innovativa forma di ospitalità Casa Dismappa. Proprio a Casa Dismappa si terrà il 29 novembre l'anteprima Festival con una video conferenza con Iacopo Melio. Dall'1 al 5 dicembre gli eventi si svolgeranno al Teatro Laboratorio all'Arsenale con un calendario ricco e variegato dove si parlerà di differenza declinandola in varie sfaccettature.

Il programma completo del Festival:

29 novembre ore 11.30 – Casa Dismappa, corso Porta Borsari 17

CONFERENZA STAMPA  Isabella Caserta presenta il Festival Non c’è differenza 2016

DISMAPPA DÀ I NUMERI Dopo 4 anni e mezzo di attività e oltre 5000 articoli sul sito dismappa.it si tireranno sinteticamente le somme sull’accessibilità a Verona

VIDEO CONFERENZA CON IACOPO MELIO Iacopo Melio lavora come freelance nel mondo del giornalismo e della comunicazione digitale. Si occupa di sensibilizzazione e promozione come attivista per i diritti umani e civili. Ha fondato la onlus Vorreiprendereiltreno, diventata un punto di riferimento nazionale per la disabilità. È appena uscito il suo libro Parigi XXI,ed. Miraggi, con prefazione di Guido Catalano “Questa è una raccolta di poesie d’amore che secondo me è un concept album. Un’unica storia d’amore spezzettata in tanti frammenti, in attimi descritti splendidamente da Jacopo” Guido Catalano. “ParigiXXI” è stato un viaggio, un’escursione, un safari mentale. La mia ancora di salvezza. Il miglior modo che potessi trovare per esorcizzare alcuni lividi” Iacopo Melio

giovedì 1 dicembre ore 18 – Teatro Laboratorio (ex arsenale)

DESIDERABILI Incontro con Adriana Belotti e Elisa AG Arfini per conoscere il progetto DesiderAbili, nato nel 2016 a Verona da un gruppo eterogeneo di persone, con l’intento di promuovere l’autoderminazione delle persone con disabilità, partendo dal diritto di accesso alla sessualità.

BOUDOIR DISABILITY Parlano di questo progetto fotografico l’autrice degli scatti Micaela Zuliani e Francesca Moscardo, una delle modelle.

IMMAGINARIO E FOTOGRAFIA SENSORIALE Visioni e cecità. La condizione della donna con disabilità sensoriale. L’importanza dei cani guida nella nostra società con Micaela Zuliani (fotografa Portrait de femme), Laura Raffaeli (Presidente Blindsight Project), Simona Zanella (cane guida Blindsight Project).

KISS RITRATTI AL BACIO Set fotografico a cura di Dismappa. Baci di coppia o baci a sorteggio per foto al bacio!

TERRENI KAPPA IN CONCERTO Presentano in anteprima assoluta il loro album di esordio Ripples in the Lagoon (Zeder Records) Luca Crispino (basso), Luca Pighi (batteria) e Roberto Zantedeschi (tromba e filicorno).

momento conviviale

venerdì 2 dicembre ore 18 – Teatro Laboratorio

UNLIMITED WORKSHOP – MOVING BEYOND INCLUSION. Lo raccontano Anna Consolati del Festival Oriente Occidente, responsabile dei Progetti Europei e delle proposte sulla danza inclusiva, Giorgia Panetto (insegnante) e alcune allieve di Diversamente in Danza che hanno partecipato al workshop: Miriam Cassini, Alessandra e Martina Zanella.

TEATRO SOCIALE E DI COMUNITÀ Lo racconta il drammaturgo e regista Mimmo Sorrentino (docente di “teatro partecipato” presso la scuola Paolo Grassi di Milano. Il suo lavoro si ispira ad un metodo proprio delle scienze sociali: “l’osservazione partecipata” (Premio Enriquez per l’impegno civile 2009; Premio ANCT – Teatri delle diversità, 2014)

momento conviviale

ore 20.45 Teatro Camploy – L’Altro Teatro – Alessandro Bergonzoni (è stato testimonial della Casa dei Risvegli Luca De Nigris) in NESSI

sabato 3 dicembre – Teatro Laboratorio tutti gli eventi della giornata con interprete LIS

ore 17.00 LA COPERTA LILLA reading del racconto M. Pezzani, voce recitante Martina Colli

ore 17.10 CULTURA SORDA – INCONTRO CON DARIO SPARAPAN Presidente ENS sezione Verona

ore 18.45 IL PIANO B reading del racconto di L. Brilli (premio «Storie di donne» 2016)

momento conviviale

ore 19.30 – film LA FAMIGLIA BÉLIER di Eric Lartigau 2014 (premio Salamandre d’or – Premio del pubblico 2014). Nella famiglia Bélier, sono tutti sordi tranne Paula, che ha 16 anni. Nella vita di tutti i giorni, Paula svolge il ruolo indispensabile di interprete dei suoi genitori, in particolare nella gestione della fattoria di famiglia. Un giorno, incoraggiata dal suo professore di musica che ha scoperto che possiede un dono per il canto, decide di prepararsi per partecipare al concorso canoro di Radio France. Una scelta di vita che per lei comporterebbe l’allontanamento dalla sua famiglia e l’inevitabile passaggio verso l’età adulta.

domenica 4 dicembre – ore 16.30 Teatro Laboratorio

DEL MONDO CHE AMO spettacolo teatrale di Giordano V. Amato con Eliana Cantone – Compagnia Mutamento Zona Castalia Viaggio intimo ed emozionante nel mondo di Niccolò, un bambino autistico e, in parallelo, l’odissea di una mamma, fatta di rabbia, sconforto, paura, senso di colpa, ma anche di perseveranza e amore incondizionato. Tra sorrisi e ironia. Da 10 a 99 anni.

lunedì 5 dicembre ore 11 – Teatro Laboratorio

DEL MONDO CHE AMO replica per le scuole Il Festival è organizzato grazie al contributo Amia, Banca Popolare di Verona, Agsm e Comune di Verona, di cui gode del patrocinio.

L’ingresso è fissato al prezzo simbolico di 1 euro eccetto spettacolo di Alessandro Bergonzoni al Teatro Camploy – L’Altro Teatro (il Teatro Laboratorio fa parte dei teatri 10 e lode. Le persone con disabilità e l’accompagnatore pagano sempre – per tutta la stagione – euro 1+1). Info 045/8031321 – 3466319280 info@teatroscientifico.com www.teatroscientifico.com Condividi

 
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Abuso di alcol, l’appello di Codacons al Ministero della Salute

 

(Articolo tratto dal sito http://www.helpconsumatori.it/secondo-piano/abuso-di-alcol-lappello-di-codacons-al-ministero-della-salute/108811 del 21 novembre 2016)

 

In Italia aumentano i consumatori occasionali di alcol ma c’è ancora troppa poca informazione sui rischi per la salute e sulla dipendenza. La denuncia parte dal Codacons che, dati alla mano, ha inviato una lettera al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per chiedere un maggiore impegno sul fronte della lotta all’abuso di alcol. Tra il 2005 e il 2016 la percentuale dei consumatori giornalieri di bevande alcoliche è scesa dal 31% al 22,1%. Fronte di questo dato che potrebbe sembrare confortante aumenta, invece, la quota di quanti consumano alcol occasionalmente (dal 38,6% al 41%) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 25,7% al 26,9%). Nel complesso, i comportamenti di consumo di alcol che eccedono rispetto alle raccomandazioni per non incorrere in problemi di salute (consumo abituale eccedentario e binge drinking) hanno riguardano 8 milioni e 265 mila persone (15,2% della popolazione).

Comportamenti che eccedono rispetto alle raccomandazioni si osservano più frequentemente tra i giovani di 18-24 anni (rispettivamente 22% e 8,7%) e tra gli adolescenti di 11-17 anni (21,5% e 17,3%). La popolazione più a rischio per il binge drinking è infatti proprio quella delle fasce più giovani (18-24 anni): il 14,5% dei giovani (21% dei maschi e 7,6% delle femmine) si comporta in questo modo, per lo più durante momenti di socializzazione.

L’associazione di consumatori propone al Ministero di provvedere a illustrare chiaramente gli effetti nocivi dell’alcol sul fegato, così come si mostra l’effetto del fumo sui polmoni. Inoltre la polizia giudiziaria dovrebbe intervenire più spesso nei locali e sono tanti che somministrano alcolici a giovanissimi.

 
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Drunkoressia

 

(Articolo tratto dal sito http://www.sicurezzalimentare.it/index.php/drunkoressia/?utm_source=Newsletter+UNC&utm_campaign=f4d526b371-Newsletter_Le_Scelte_Del_Consumatore_VIII33_280916&utm_medium=email&utm_term=0_1ef3bd3c27-f4d526b371-186256705&ct=t(Newsletter_Le_Scelte_Del_Consumatore_VIII33_280916) del 26 settembre 2016)

 

Diverse sono le malattie legate a disturbi alimentari che purtroppo colpiscono soprattutto i più giovani. Oltre a quelle più conosciute come anoressia e bulimia, ce ne sono altre di cui si parla meno, ma non per questo meno gravi: una di queste è la drunkoressia, una malattia legata ad una grave abuso di bevande alcoliche molto più grave dell’alcolismo per i suoi possibili drammatici effetti acuti. Questa “disturbo” alimentare, o meglio una vera e propria malattie,  è caratterizzata dall’assunzione  di elevate quantità di bevande alcoliche a digiuno. Risulta che alcuni, prima di iniziare a bere, provocano il vomito per vuotare interamente lo stomaco.

Un motivo per cui i “drunkoressici” bevono alcol a digiuno è che vogliono evitare di assumere altri nutrienti calorici contenuti nel cibo. In pratica l’unica fonte energetica alimentare diviene l’alcol..

Quindi paradossalmente le persone ammalate sono magari convinte di seguire un regime dietetico  che consente loro di evitare il sovrappeso e l’obesità.

Altro risultato che si ottiene bevendo a digiuno è quello di un rapido assorbimento dell’alcol anche a livello gastrico e quindi il raggiungimento quasi immediato dello stato di ubriachezza.

In pratica si provoca uno stato di intossicazione acuta da alcol con le conseguenze ben conosciute sulla perdita di coscienza ed altri disturbi neuro comportamentali.

I disturbi acuti provocati dall’ubriachezza sono reversibili. Può essere sufficiente smettere di bere per uno – due giorni (dipende dalla quantità di alcol assunto e dalla costituzione fisica di ciascun individuo), per ritornare in condizioni normali. Bisogna però passare una fase di disturbi  (spossatezza, sonnolenza, mal di testa, ecc.) alle volte anche dolorosi. Probabilmente chi abusa abitualmente di alcol non vuole avere questi disturbi e quindi continua a bere perdendo completamente lo stato cosciente.

I “drunkoressici” oltre che avere dei problemi fisici personali,  sono anche u

n grave problema sociale. Queste persone possono venirsi a trovare in breve tempo nelle condizioni di incapacità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Hanno poi bisogno di assistenza che spesso i familiari non possono fornire. Infine, venendosi trovare in uno stato di incoscienza, possono divenire pericolosi per sé e per chi sta a loro vicino.

Gli effetti a lungo termine di una assunzione eccessiva di alcol sono devastanti e molti studi hanno dimostrato che l’alcol è una sostanza cancerogena.

Purtroppo le persone ammalate di “drunkoressia” (ma anche quelle affette da alcolismo) cercano di nascondersi e di non fare conoscere la loro malattia che spesso, in particolare quelli meno gravi, è conosciuta soltanto in ambito familiare.

Bisogna invece portare a conoscenza dei cittadini che esistono strutture dedicate alla cura delle malattie causate dall’abuso di alcol disseminate in tutto il Paese(Centri alcolisti anonimi, AUSL, ospedali,CUFRAD, ecc.) i cui indirizzi si possono trovare navigando in internet.

Il ricorso a Centri specializzati può evitare di venirsi a trovare in condizioni di irreparabilità e consentire di ritornare ad una vita normale.

Ovviamente la famiglia e gli amici possono fare molto tenendo sotto controllo le persone a rischio “alcol” (soprattutto i giovani) e se si accorgono della esistenza del problema, non sottovalutarlo, ma intervenire con la dovuta cautela e delicatezza ricorrendo, se necessario, anche all’aiuto delle strutture sanitarie preposte.

 
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L’Associazione Acat Villafranca “Castel Scaligero”

come ogni anno organizza una serie di incontri per tutte le famiglie dei vari Club del territorio.

 

Scuola Alcologica Territoriale di 1° Modulo

 

Conduce il corso il Servitore Insegnante Marika Mezzani.

Per le serate inerenti la salute condurrà il corso il Dott. Gianpaolo Brunetto.

 

 

Il corso avrà la durata di SETTE settimane, ogni venerdì, con inizio il 07 ottobre 2016 alle ore 20,30 presso la Sede Acat, a Villafranca, in Via Fantoni 1, e terminerà il 18 novembre 2016.

 
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Alcol: 50% delle donne italiane consuma alcolici in gravidanza, mettendo a rischio il feto

 

(Articolo tratto dal sito http://www.laragnatelanews.it/salute/alcol-50-delle-donne-italiane-consuma-alcolici-in-gravidanza-mettendo-a-rischio-il-feto/17106.html del 20 settembre 2016)

 

In Italia con il passare degli anni è stato ampiamente ribadito come il consumo di bevande alcoliche, soprattutto tra i più giovani, sia cresciuto in maniera preoccupante, ed è ampiamente noto come l’alcol, soprattutto quando se ne abusa, possa avere molteplici effetti negativi sulla salute, in particolare negli adolescenti che si trovano nell’età dello sviluppo mettendo in serio pericolo la loro salute, ma allo stesso modo il consumo eccessivo e prolungato crea problemi a qualsiasi età.

I rischi sono maggiori, tuttavia, quando si parla di donne in dolce attesa. Il consumo di alcolici, anche solo moderato, può infatti creare danni al feto, ed è per questo che ormai da molti anni i medici vietano il consumo di bevande alcoliche in gravidanza. Ma nonostante in molti conoscano le possibili conseguenze, secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, sarebbero almeno il 50% o 60% le donne italiane che consumano alcol in gravidanza, mettendo in serio pericolo la salute del feto.

I dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità evidenziano abitudini sconcertanti che, di fatto, portano ad ignorare il consiglio dei medici, spingendo il 50% delle donne italiane a mantenere anche in gravidanza le stesse abitudini di sempre. In base a questo dato, i ricercatori ritengono che almeno la metà delle donne italiane in gravidanza consuma due bicchieri al giorno, esponendo il feto ad un rischio enorme. L’alcol è infatti in grado di superare la placenta esponendo il feto alle sostanze alcoliche che non riesce a metabolizzare, come invece riesce a fare l’organismo di un adulto, e aumenta i rischi di danni cerebrali e malformazioni, ma anche di aborti e nascite premature. Nel caso in cui il consumo di alcol in gravidanza sia maggiore, ad esempio 3 o più bicchieri al giorno, i rischi inevitabilmente aumentano e si può arrivare alla conseguenza  più grave, considerata la sindrome alcolico fetale, che provoca danni irreversibili nel feto.

In generale, comunque, il rischio aumenta in base alla quantità di alcol che si consuma, ma è sempre presente  a prescindere dalla dose di alcol che si consuma. E’ per questo che la cosa migliore che le donne in dolce attesa devono fare è smettere di consumare alcolici, ma una decisione analoga è consigliata anche nel momento in cui si pianifica una gravidanza, considerando che gli organi vitali del feto iniziano a formarsi già nelle prime settimane. E se molti dei problemi provocati dal consumo di alcol in gravidanza possono essere notati da subito, è importante ricordare che altri danni, legati soprattutto alle capacità cognitive dei piccoli, possono essere notati solo con il passare del tempo.

 
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Rapporto Espad: giovani italiani fumano e bevono più dei coetanei europei

 

(Articolo di EL tratto dal sito http://www.helpconsumatori.it/salute/rapporto-espad-giovani-italiani-fumano-e-bevono-piu-dei-coetanei-europei/107159 del 20 settembre 2016)

 

Boom di baby fumatori per l’Italia: il consumo di tabacco (e non solo) è il più alto rilevato tra gli adolescenti europei e le percentuali sono al di sopra della media anche per quanto riguarda l’alcol e altre sostanze stupefacenti. A sollevare le preoccupazione nei confronti del panorama delle nuove generazioni è il rapporto del progetto Espad (European Survey Project on Alcohol and other Drugs) che ha coinvolto 35 Paesi europei e un totale di 96.043 studenti, che nel 2015 hanno partecipato all’indagine rispondendo nelle proprie classi a un questionario anonimo. “Lo studio si ripete ogni quattro anni ed è ormai in grado di fornire le tendenze nelle ultime due decadi dei comportamenti a rischio degli adolescenti: assunzioni di sostanze tra cui tabacco, alcol, droghe illecite, inalanti, prodotti farmaceutici e nuove droghe, utilizzo problematico di internet, gaming online e gioco d’azzardo”, spiega Sabrina Molinaro, ricercatrice dell’Ifc-Cnr e principal investigator italiano del progetto.

Analizzando le varie voci prese in esame nella ricerca, emerge che in Italia, rispetto al 1995 (anno della prima rilevazione), il consumo di alcol e/o tabacco è diminuito ma desta forte preoccupazione la crescita del fenomeno del “binge drinking” (ossia l’assunzione smodata di alcol finalizzata al raggiungimento dell’ubriachezza nel più breve tempo possibile).

Ad aver sperimentato l’uso di tabacco è il 58% degli studenti (64% nel 1995). Il 37% ha fumato nell’ultimo mese, una diffusione quindi molto più elevata rispetto alla media dei coetanei europei (46%) e stabile nel tempo, a differenza degli altri paesi dove ha fatto registrare considerevoli diminuzioni. Anche per quanto riguarda gli studenti che fumano quotidianamente, gli italiani rimangono stabili nel corso degli ultimi 20 anni al 21%, a un livello più elevato della media comunitaria (12%).

L’uso di alcol, come per il tabacco, rimane su livelli elevati ma con tendenze positive dal 1995. Tra gli adolescenti europei il consumo una tantum è diminuito dall’89% all’80% e l’uso corrente dal 56% al 48%. In Italia, ad aver bevuto alcolici almeno una volta nella vita è l’84% degli studenti, percentuale in diminuzione sia rispetto al piccolo del 2007 (90%), sia rispetto al 1995 (88%). Il consumo corrente interessa invece il 57%, facendo registrare la prima diminuzione dal 2003 (63%). Non si osservano differenze per il ‘binge drinking’ (34% contro una media europea del 13%).

L’uso di droghe resta stabile su livelli molto elevati. In media il 18% degli studenti riferisce di aver assunto una sostanza illecita almeno una volta. La sostanza più diffusa è la cannabis: riferisce di averla provata almeno una volta il 16% degli studenti (in Italia il 27% l’ha sperimentata almeno una volta e il 15% nell’ultimo mese). Tre studenti su 10 considerano la cannabis facilmente disponibile, più di altre droghe illecite: ecstasy (12%), cocaina (11%), amfetamine (9%), metamfetamine (7%) e crack (8%). Il 4% degli studenti (dall’1% al 10%) ha sperimentato le nuove sostanze psicoattive almeno una volta, mentre il 3% (dall’1% all’8%) ne ha riferito un uso recente (almeno una volta nell’ultimo anno).

 Ma a costituire una minaccia di dipendenza non sono più soltanto droghe e alcol. Un nuovo e concreto rischio di patologie viene direttamente dalla rete Internet, dove i ragazzi trascorrono buona parte del loro tempo e della loro vita. Dall’uso dei social media al surfing, dallo streaming al gaming, dal gioco d’azzardo al commercio di prodotti: il panorama di attività a cui dedicarsi online è veramente molto vasto.

In media, gli studenti europei sono connessi quasi 6 giorni su 7 a settimana. Le ragazze frequentano regolarmente, ovvero quattro o più giorni alla settimana, i social media più dei coetanei (83% contro 73%). In tutti i Paesi, il gioco online è invece più diffuso tra i maschi (39% contro il 7%), che hanno anche riferito di giocare d’azzardo più delle coetanee, sia nell’ultimo anno (23% contro il 5%) che frequentemente (12% contro 2%).

In Italia, gli studenti si connettono in media circa 6 giorni su 7 e l’attività prevalente (4 o più giorni alla settimana) è l’utilizzo dei social media, con l’80% degli studenti, seguito dal gaming (22%), mentre il 3% riferisce di aver giocato frequentemente d’azzardo, in media con i valori rilevati a livello europeo.

Psicologi, sociologi, terapisti e genitori sono allertati.

 

 
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Interclub – Villafranca (Vr) 30 settembre 2016

 

 

Il giorno 30 settembre 2016, alle ore 20.30, presso la Sala Franzini, (Duomo di Villafranca) (Vr), si terrà l’annuale Interclub Acat organizzato dal Club Acat  Villafranca 451.

 

Il tema dell’evento sarà:

 

“Coraggio, club e fede nessuno è più solo nelle sue sfide”

 

 
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Abuso alcol. Se si fa attività fisica, mortalità ridotta del 20%

 

(Articolo tratto dal sito http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=43069 del 19 settembre 2016)

 

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Sidney ha infatti confermato un rischio aumentato di decesso per tumori legati all’alcolismo, nonché per tutte le cause, tra coloro che bevono frequentemente rispetto alle persone che invece non bevono. Tuttavia, il rischio elevato diminuisce o addirittura si annulla se chi beve svolge regolarmente attività fisica.

Un nuovo studio sostiene che l’esercizio fisico – sia fatto con moderazione, sia più energicamente – può compensare alcuni degli effetti dannosi per la salute prodotti dal consumo costante di alcool. La ricerca condotta da ricercatori dell’Università di Sidney ha infatti confermato un rischio aumentato di decesso per tumori legati all’alcolismo, nonché per tutte le cause, tra coloro che bevono frequentemente rispetto alle persone che invece non bevono. Tuttavia, il rischio elevato diminuisce o addirittura si annulla se chi beve svolge regolarmente attività fisica.

“L’alcool è il farmaco psicotropo più usato e, al contrario di molti altri, è socialmente e culturalmente accettato”, dice l’autore principale dello studio, Emmanuel Stamatakis, professore associato di esercizio fisico, salute e attività fisica presso l’Università di Sydney, in Australia. Secondo i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), quasi il 90% degli americani riferisce di bere alcolici. Inoltre, più della metà degli americani adulti non pratica nessuna attività fisica.

Lo studio
“Studi precedenti avevano legato l’uso di alcool a un rischio aumentato di alcuni tumori e cardiopatie, malattie del fegato e diversi disturbi mentali”, scrive il team che ha condotto la ricerca nell’articolo pubblicato dal British Journal of Sports Medicine. Tuttavia, poche ricerche, a oggi, hanno fatto luce sul ruolo dei comportamenti di salute positivi, come attività fisica o dieta, nella prevenzione e nella diminuzione dei rischi a lungo termine dell’uso di alcool. I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 36.000 uomini e donne over 40 che hanno preso parte alle indagini annuali sulla salute in Inghilterra (Health Survey for England) o Scozia (Scottish Health Survey) negli anni ’90 e ‘2000.

I partecipanti sono stati raggruppati in sei categorie: astemi, ex alcolisti, bevitori occasionali o bevitori più che occasionali. La classificazione è avvenuta all’interno delle attuali linee guida sulle quantità alcoliche che possono essere assubnte (meno di 14 unità alcoliche standard britanniche – equivalenti a 8 unità alcoliche standard statunitensi – a settimana per le donne e meno di 21 unità britanniche o 12 statunitensi per gli uomini). Le ultime due categorie erano rappresentate da coloro che bevevano in maniera “pericolosa” (da 14 a 35 unità britanniche a settimana per le donne o da 21 a 49 unità per gli uomini) e “dannosa” (più di “pericolosa”). I ricercatori hanno anche categorizzato l’esercizio fisico settimanale in termini di equivalenti metabolici (MET), una misura del dispendio energetico. Una media di 7.5 MET a settimana, per esempio, si traduce in poco più di due ore di camminata veloce coprendo circa 4,8 km all’ora.

I risultati
Dopo aver considerato altri fattori, tra cui età, razza, sesso, peso, classe sociale, fumo e altre malattie, i ricercatori hanno scoperto che le persone che bevevano senza superare i limiti contenuti nelle linee guida e che facevano un esercizio fisico scarso o nullo avevano il 16% in più delle probabilità di morire per qualsiasi causa durante il corso dello studio rispetto agli astemi e il 47% in più delle probabilità di morire per cancro. I bevitori “pericolosi” presentavano rischi simili a quelli che rispettavano le linee guida e il bere alcool in maniera “dannosa” portava con sé un rischio aumentato del 58% di decesso per tutte le cause e un rischio dell’87% più elevato di morte per cancro.

Con 7.5 MET a settimana, le persone che bevevano mantenendosi all’interno delle linee guida manifestavano lo stesso rischio di mortalità per tutte le cause di coloro che non avevano mai bevuto e un rischio superiore dell’11% di decesso per cancro. I bevitori pericolosi presentavano un rischio aumentato del 18% di mortalità per tutte le cause e del 9% di decesso per cancro. Con 15 MET a settimana, chi rispettava le linee guida presentava un rischio di decesso inferiore dal 10% al 20% rispetto agli astemi. Inoltre, anche i bevitori dannosi presentavano lo stesso rischio degli astemi di decesso per cancro e un rischio superiore del 13% di mortalità per tutte le cause.

A tutti i livelli di esercizio, il bere in maniera “dannosa” portava con sé un rischio significativamente elevato di mortalità. “I benefici dell’esercizio includono anche ridotta infiammazione e maggiore capacità immunitaria”, scrive il team, mentre l’alcool presenta l’effetto opposto.

Fonte: British Journal of Sports Medicine

Carolyn Crist