A.C.A.T. Villafranca "Castel Scaligero"

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Archivio Categoria: Alcolismo

Scuola Territoriale 2° Modulo 2018

Scuola Territoriale 2° Modulo

Acat Villafranca Castel Scaligero

organizza

 

I giorni venerdì 18 maggio e venerdì 25 maggio 2018, presso la Sede ACAT, in Via Fantoni 1 – Villafranca (Vr), alle ore 20,45, si svolgerà la “Scuola Territoriale di 2° Modulo”.

Il tema della SAT 2° Modulo sarà:

“L’importanza dell’empatia nel Club e nella vita”

 

 

La Scuola si svolgerà nelle seguenti date:

  • 18 maggio 2018 – Club Vigasio/Povegliano 485 –  Dossobuono 434 – Lugagnano 661 – Sommacampagna 494 – Isola della Scala 761
  • 25 maggio 2018 – Club Villafranca 503 – Villafranca 451 – Valeggio sul Mincio 660

 

 

Relatore delle serate: Dott. Roberto Dalla Chiara

 

 

Scuola Territoriale 2° Modulo 2018

Scuola Territoriale 2° Modulo

 

Acat Villafranca Castel Scaligero

organizza

 

I giorni venerdì 18 maggio e venerdì 25 maggio 2018, presso la Sede ACAT, in Via Fantoni 1 – Villafranca (Vr), alle ore 20,45, si svolgerà la “Scuola Territoriale di 2° Modulo”.

Il tema della SAT 2° Modulo sarà:

“L’importanza dell’empatia nel Club e nella vita”

 

 

La Scuola si svolgerà nelle seguenti date:

  • 18 maggio 2018 – Club Villafranca 503 – Villafranca 451 – Valeggio sul Mincio 660
  • 25 maggio 2018 – Club Vigasio/Povegliano 485 –  Dossobuono 434 – Lugagnano 661 – Sommacampagna 494 – Isola della Scala 761

 

 

Relatore delle serate: Dott. Roberto Dalla Chiara

 

 

Interclub – Dossobuono (Vr) 20 aprile 2018

Interclub – Dossobuono (Vr) 20 aprile 2018

 

Il giorno venerdì 20 aprile 2018, alle ore 20.30, presso il Centro Giovanile in fianco alla Chiesa di Dossobuono (Vr), si terrà l’annuale Interclub Acat organizzato dal Club Acat Dossobuono 434.

Il tema dell’evento sarà:

“Perdono e accettazione di se e degli altri, il primo passo per allontanarsi da problemi alcolcorrelati”

Alcol e sintomi

8 sintomi dell’alcolizzato

(Articolo di Javier Fiz Perez tratto dal sito https://it.aleteia.org/2018/02/23/8-sintomi-alcolizzato/ del 23 febbraio 2018)

Prendere in mano la propria vita e impedire che l’alcool ci governi è il primo passo di un nuovo stile di vita

L’abuso di alcool non porta a niente di buono. Saper bere in compagnia degli altri, con moderazione e godendosi un momento di sana amicizia, è qualcosa di ben diverso dal consumo eccessivo di alcool e dalla dipendenza dalle bevande alcoliche.

Essere ben informati è il primo passo per evitare cattive abitudini che possono portare all’alcolismo. La dipendenza dall’alcool si riflette sulla necessità di bere in modo abituale quantità eccessive di alcool per un periodo prolungato di tempo, fino a che si trasforma in una dipendenza.

Quest’ultima può associarsi a problemi di salute psicologica e fisica che tendono a influire fortemente sui rapporti con gli altri in tutti i contesti – familiari, amicali, lavorativi.

Alcuni sintomi della dipendenza dall’alcool sono:

1. La necessità di bere controlla la propria vita: La dipendenza dall’alcool è in genere caratterizzata dal bisogno imperioso di bere alcool e dall’incapacità di limitare la quantità o di smettere di bere.
2. Tolleranza alcolica: Quando si beve abitualmente, il corpo si abitua ad assumere una grande quantità di alcool sperimentando la necessità di bere sempre di più per sentirne gli effetti.
3. Disinteresse: Negare altri interessi a favore di attività che implicano il fatto di bere alcool.
4. Occupazione: Aumentare costantemente il tempo che si dedica a bere e a riprendersi dagli effetti dell’alcool.
5. Anche al mattino: Iniziare a bere prima di mezzogiorno.
6. Ansia o irritabilità.
7. Non riuscire a smettere: Sentire che non si può smettere di bere pur sperimentando i sintomi negativi a livello fisico e psicologico.
8. Sperimentare i sintomi fisici dell’astinenza: tremori, sudorazione eccessiva, difficoltà a dormire, ansia, senso di malessere fin dalle prime ore della giornata.

Perchè accorciarsi la vita?

A causa dell’alcolismo si vivrà di meno

(Articolo di Bartolo Scandizzo tratto dal sito http://www.unicosettimanale.it/news/attualita/682703/a-causa-dellalcolismo-si-vivra-di-meno del 13 febbraio 2018)

Il fenomeno riguarda in misura preoccupante i giovani che frequentano locali notturni e in modalità associata: in comitive o gruppi di amici.

Saranno gli adulti di domani con l’uso esagerato e precoce di bevande alcoliche. A questa accoppiata hanno dedicato un articolo gli esperti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, apparso sulla rivista Alcohol and alcoholism, puntando il dito sugli effetti nefasti per il fegato. «Aumentano malattie croniche e progressive. Ci troveremo di fronte a una generazione di giovani adulti con malattie epatiche che oggi si vedono nei 70enni».

Valerio Nobili, responsabile della struttura semplice di Epatopatie metaboliche e autoimmuni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, spiega senza esitazioni: «In questo momento siamo di fronte a un allarme sociale. Fra i giovanissimi osserviamo due patologie che stanno crescendo in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni: l’uso e l’abuso di bevande alcoliche e l’obesità. Se un bambino è obeso, ha quindi un’elevata probabilità di avere un fegato grasso, e se in età adolescenziale diventa anche un bevitore subisce l’effetto di due danni che non si sommano fra loro, ma si moltiplicano in modo esponenziale». Impossibile non legare questi comportamenti all’aumento, che pure rilevano Nobili e colleghi, di malattie croniche e progressive del fegato, come infiammazioni, steatosi (o “fegato grasso”) e fibrosi

«Ai ragazzi in sovrappeso – aggiunge Nobili – bisogna sommare i 3-400mila 14-16enni che fanno uso e abuso di alcol». Fra i comportamenti a rischio che i pediatri del Bambin Gesù hanno avuto modo di rilevare, c’è la «scoperta» del bere a stomaco vuoto, chiamata con un brutto neologismo drunkoressia. «Dopo un digiuno prolungato l’alcol viene assorbito completamente, con danni acuti gravi e potenzialmente letali (encefalopatia alcolica) e con danni a lungo termine se il comportamento è ripetuto. Questi ragazzi rischiano di arrivare a 35 anni con un fegato gravemente compromesso».

«Negli anni ’90 avevamo un acme dei fegati cirrotici intorno ai 60-70 anni, oggi si colloca in anticipo di 20 anni almeno. Ecco perché abbiamo scritto che questi bambini compromettono le loro aspettative di vita di almeno 20 anni. Una previsione – ricorda Nobili – tristemente avanzata già nel 2005 in un articolo sul New England Journal of Medicine: la generazione attuale di bambini sarà forse la prima dal dopoguerra ad avere un’aspettativa di vita inferiore a quella dei propri genitori».

Che fare? «Occorre unire gli sforzi, insieme alle istituzioni e ai pediatri – riassume Nobili -. Qualche esempio? Portare la frutta nelle scuole, promuovere il consumo di pesce (gli acidi grassi Omega-3, di cui è ricco specialmente il pesce azzurro, sono dei potenti “sgrassanti” naturali per il fegato e nella dieta dei bambini italiani la loro quantità è pari a un quinto di quella raccomandata). Bisogna trovare spazi per l’attività fisica, promuovere gli spostamenti a piedi. Tutto questo costa, denaro e impegno, ma il costo futuro di milioni di giovani adulti malati sarà infinitamente più alto.

Questo per la prevenzione. Per quel che riguarda invece gli interventi di recupero, c’è bisogno che i Piani sociali di zona prendano in carico il problema e attivino percorsi sperimentali per tentare di accompagnare fuori dalla zona a rischio soprattutto i giovani delle scuole superiori.

Anche i dirigenti scolastici dovrebbero farsi parte in causa nel sensibilizzare gli studenti che si apprestano ad organizzare i famosi Mak P (la festa scolastica organizzata in Italia al termine del quinto anno di scuola superiore, cento giorni prima della fine dell’anno scolastico) a limitare in modo consapevole l’uso di bevande alcoliche e far sottoscrivere ai partecipanti un impegno ad autocontrollarsi nell’uso di sostanze stupefacenti. Questo in considerazione del fatto che a questa “cerimonia” la stragrande maggioranza dei partecipanti sono minorenni in quanto la festa è aperta anche agli allievi delle classi inferiori a quella dell’ultimo anno.

Senza contare, poi, agli intrusi esterni che in molti casi vengono fatti entrare solo per implementare l’incasso della serata.

Insomma, prevenire invece che curare mi sembra ancora la migliore cura. Quando il vaso si sarà rotto, per quanto si è bravi ad incollare i cocci, sarà sempre un vaso rattoppato.

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Fumo e alcol

Tumori testa-collo: fumo e alcol aumentano le probabilità di morte

(Articolo tratto dal sito http://www.informasalus.it/it/articoli/tumori-fumo-alcol-morte.php del 06 dicembre 2017)

Le persone con tumori del collo e della testa che fumano e bevono alcolici hanno maggiori probabilità di morire rispetto ai non fumatori e agli astemi. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori della Saint Louis University School of Medicine guidati da Nosayaba Osazuwa-Peter.

La ricerca ha coinvolto 463 pazienti con carcinoma a cellule squamose della testa e del collo. Circa la metà dei pazienti è stata monitorata per almeno sette anni. Nel corso dello studio, 254 persone (ovvero il 55% dei pazienti inclusi nello studio) sono decedute. Si è visto in particolare che coloro che fumavano al momento della diagnosi, avevano il doppio delle probabilità di morire rispetto ai non fumatori, e le persone che consumavano di alcolici avevano il 68% di probabilità in più di morire.

Circa la metà dei fumatori è sopravvissuta per almeno 7 anni dopo la diagnosi, mentre circa la metà dei non fumatori è sopravvissuta per almeno 17 anni.

Il carcinoma a cellule squamose della testa e del collo è considerato universalmente come il settimo tipo più comune di cancro. Ogni anno, in tutto il mondo, vengono diagnosticati 600.000 nuovi casi a livello globale. Si tratta di tumori più comuni negli uomini e nelle persone tra i 50 e i 60 anni, ma un numero crescente di casi viene diagnosticato anche in pazienti più giovani.

 

Adolescenti e genitori

Adolescenti e suicidio: rischi moltiplicati con genitori poco empatici

(Articolo tratto dal sito https://www.scienzenotizie.it/2017/12/05/adolescenti-e-suicidio-rischi-moltiplicati-con-genitori-poco-empatici-5726121 del 05 dicembre 2017)

Genitori disinteressati o troppo severi rappresentano uno dei rischi maggiori per la salute psichica degli adolescenti e dei bambini con un aumento del tasso di suicidio.

Gli adolescenti con genitori severi e poco sensibili hanno un rischio maggiore di suicidio. A rivelarlo è una ricerca  dell’Università di Cincinnati basata su una serie di dati dello studio “2012 National Survey on Drug Use and Health“, una ricerca incentrata sull’uso stupefacenti, alcol e farmaci senza prescrizione dei giovani. Secondo i dati il rischio suicidio è molto alto tra i giovani tra i dodici ed i diciassette anni con genitori poco empatici e disinteressati alla vita dei figli. Una mancanza di sostegno che può risultare fatale per i ricercatori.

Sono gli adolescenti tra i 12 ed i 13 anni a vivere una condizione di maggiore disagio con un rischio di suicidio superiore di cinque volte rispetto ai giovani della stessa età coinvolti emotivamente con i genitori. Dati preoccupanti anche per gli alunni che non ricevono mai un aiuto nei compiti a casa o un apprezzamento per i buoni risultati raggiunti. Una situazione preoccupante anche per i ragazzi con un’età compresa tra i 16 e i 17 anni che hanno mostrato un’attitudine al suicidio tripla rispetto ai coetanei. Insomma il suicidio è una possibilità molto più concreta per i bambini che non sentono l’affetto del padre e della madre.

Il Club Acat

Cosa è un Club Alcolisti in trattamento ?

Il Club è una piccola comunità multifamiliare , composta da persone con problemi collegati al consumo di alcol e dai loro familiari, coordinata da un operatore volontario.

I club seguono il metodo ecologico-sociale del dott. Hudolin

– Ci si riunisce una volta alla settimana in un luogo, giorno ed orario fisso.

– Tutta la famiglia partecipa agli incontri e ai momenti di formazione, per una crescita e maturazione personale.

– Il club è una opportunità che viene offerta a chiunque a titolo gratuito.

“ Sei mai stato infastidito da critiche sul tuo modo di bere ? “

“ Hai mai bevuto alcolici appena alzato ?

“Hai mai sentito la necessità di ridurre il tuo bere ?

“ Pensi che un tuo figlio abbia qualche problema con il consumo delle bevande alcoliche?”

Contattatci! Acat Villafranca Castelscaligero: 045-987337

Figli di alcolisti

Figli degli alcolisti

Quando si tratta l’argomento alcolismo l’attenzione viene posta quasi esclusivamente sul soggetto colpito e sul comportamento compulsivo dello stesso. Questo, tuttavia, non basta, perché come evidenziano molte ricerche psicologiche, l’alcolismo è una vera e propria patologia che affligge tutta la famiglia.

 Tutti i familiari ne sono coinvolti. Si creano delle dinamiche disfunzionali e conseguenze più o meno gravi. Specialmente riguardo ai figli di alcol-dipendenti, che vivono pienamente la situazione a dir poco difficile. L’alcolismo, difatti, è una malattia che coinvolge tutti i membri familiari.

Svariati studi in merito, si sono concentrati sulle conseguenze a breve e a lungo termine dei figli di alcolisti.

Dunque, bambini possono interagire col disagio sviluppando diversi disturbi come quelli legati al sonno, ansia e sintomi depressivi, disturbi del comportamento e difficoltà a livello scolastico come non riuscire a concentrarsi. C’è da sottolineare, inoltre, che i bambini di genitori alcolisti sono chiamati a ricoprire ruoli diversi dal semplice “essere figlio” dovendo non poter vivere come i loro coetanei. E, proprio per questo, costretti ad assumere responsabilità eccessive ed inadeguate alla loro età.

Il bere giovanile

Ministero della Salute:consumo di alcol tra giovani fenomeno preoccupante

Il consumo e l’abuso di alcol fra i giovani e gli adolescenti è un fenomeno preoccupante. I comportamenti di consumo diffusi tra i giovani richiedono una particolare attenzione e adeguati interventi, per la possibilità di gravi implicazioni di ambito non solo sanitario ma anche psico-sociale, data la facilità di associazione con altri comportamenti a rischio, assenze scolastiche, riduzione delle prestazioni scolastiche, aggressività e violenza, oltre alle possibili influenze negative sulle abilità sociali e sullo sviluppo cognitivo ed emotivo. Il binge drinking, modalità di consumo alcolico che comporta l’assunzione in un’unica occasione e in un ristretto arco di tempo di quantità di alcol molto elevate, è diffuso maggiormente tra i giovani di 18-24 anni; oltre questa fascia di età le percentuali diminuiscono per raggiungere i valori minimi nell’età anziana. La percentuale di binge drinker di sesso maschile è statisticamente superiore al sesso femminile in ogni classe di età ad eccezione degli adolescenti, (11-15 anni), ossia quella fascia di popolazione per la quale la percentuale dovrebbe essere zero a causa del divieto per legge della vendita e somministrazione di bevande alcoliche al di sotto della maggiore età. Tra le bevande preferite dai giovani troviamo la birra soprattutto tra i ragazzi, seguita da aperitivi alcolici (alcolpops) mentre tre le ragazze gli aperitivi alcolici (alcolpops) sono al primo posto seguiti dalla birra. In Italia con la Legge 8 novembre 2012 n.189 vige il divieto di somministrazione e vendita di bevande alcoliche ai minori di 18 anni, da ciò si deduce che i giovani di età inferiore ai 18 anni che consumano anche una sola bevanda alcolica durante l’anno presentano un comportamento a rischio nel consumo di alcol.
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