A.C.A.T. Villafranca "Castel Scaligero"

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CONCL. GENERALI DEL 9° CORSO MON. 2026 – ACAT

CONCL. GENERALI DEL 9° CORSO MON. 2026

SEZANO 7-8-9 AGOSTO 2026
Conclusioni del 9° Corso Monotematico
Corso Monotematico rivolto alle Famiglie, ai Servitori Insegnanti dei Club di tutte le A.C.A.T. e a tutte le persone sensibili a queste tematiche.
(Metodo del Professor Vladimir Hudolin)
Tema “È nella profondità delle relazioni e delle emozioni condivise che si
costruisce la pace…”
Anche quest’anno, al Corso Monotematico a Sezano, hanno contribuito a rendere speciale questi tre giorni numerosi iscritti, provenienti dalle A.C.A.T. di più regioni, ma anche tre iscritti non appartenenti ad alcuna A.C.A.T.
È inutile ribadire come tanti di noi aspettiamo questo appuntamento di agosto, con la gioia di esserci: n° 57 iscritti e n° 50 partecipanti effettivi. La magia di questo luogo coinvolge sempre tutti. Un grazie particolare va alla Comunità dei Padri Stimmatini che ci dà l’opportunità di poterci riunire in questo posto “magico” dove sin da subito si crea nell’animo di ognuno un’atmosfera serena e di immensa pace.
I saluti da parte dell’associazione, vengono dati da Paolo Castellani in sostituzione del
presidente di A.C.A.T. Verona Est che non ha partecipato al corso per problemi lavorativi.
L’incontro del primo giorno è stato caratterizzato dall’entusiasmo e dalla gioia di tutti: vecchi e nuovi. La modalità e il sistema adottato durante il corso è sempre delineato dalla composizione dei piccoli gruppi autogestiti, dove ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e il proprio sapere, con l’impegno di sviluppare l’argomento del giorno.
Quest’anno nei gruppi siamo riusciti a lavorare bene e ad esprimere il proprio pensiero,
anche sulla metodologia e sull’approccio ecologico sociale che portiamo avanti.
Come sempre, l’elaborato dei gruppi si discuteva in plenaria, con tutti i corsisti, così da
rendere tutti partecipi. Più volte è venuta fuori la parola “rispetto” perché forse , presi dal troppo entusiasmo, non si riusciva a fare silenzio e, questo ha disturbato tanti di noi. Molti i pareri contrastanti riguardo la Metodologia, a cui viene data una propria interpretazione, stravolgendola del tutto. Questo porta a non avere “un filo comune”in quasi nessuna A.C.A.T. sull’applicazione del Metodo e sull’uso di termini più o meno “appropriati”. A malincuore, penso che bisogna prenderne atto! Durante lo svolgimento di questi tre intensi giorni, tutto questo sentire di emozioni forti, ha dato vita a molteplici pensieri e a vari spunti di riflessione. In tutti noi c’era il desiderio di metterci in discussione, per poter continuare alcuni lavori rimasti in sospeso, lasciando appunto “dei lavori in corso” …
Un aspetto da approfondire all’interno dei nostri club, è sicuramente l’APPROCCIO
SISTEMICO FAMILIARE e la figura del SERVITORE INSEGNANTE, figura che per alcuni sembra non essere importante se non addirittura superflua.
Senza neanche rendercene conto, siamo giunti a domenica mattina dove, nel “grande
cerchio magico”, abbiamo avuto modo, (alcuni con qualche lacrima liberatoria e altri invece con qualche lacrima trattenuta), di esprimere il nostro sentire con profonda commozione.
Ringraziando col cuore ogni singolo corsista, riporto una breve conclusione riguardo gli
argomenti emersi e condivisi in plenaria.
Ancora una volta emerge la necessità del FARE INSIEME, cercando un “filo comune”…
Ancora una volta è emersa la necessità di avere famiglie informate, ma soprattutto
Servitori Insegnanti formati, che possano favorire il funzionamento e lo sviluppo dei club.
Ri-prendere quindi in mano l’Approccio Ecologico Sociale …
Un ultimo ringraziamento va a tutto lo staff che, con grande impegno, ha cercato di
prendersi cura di ogni particolare: la segreteria portata avanti da Giusi e Tiziano … chi ha curato le pause con abbondante frutta fresca e tanto altro … il nostro caro fotografo
Giovanni, presidente di ACAT Vr Sud, con il quale, come ho già detto altre volte, mi auguro di percorrere ancora tanta strada insieme.
Ultimo punto, di fondamentale importanza per il 10° Corso Monotematico del 2027, è il
titolo, nato dopo un approfondito confronto tra tutti i corsisti:
Tema “IL CLUB DOVE TUTTO HA INIZIO: LA FORZA DELL’APROCCIO ECOLOGICO
SOCIALE NEL FUTURO”.
Grazie di cuore a tutti Grazia Nicosia Verona 14 agosto, 2026

Riporto le riflessioni finali, che ogni corsista ha elaborato e letto domenica mattina.

CONCLUSIONI CONDIVISE
– Per me è stata la terza volta che ho partecipato a questo Corso MONOTEMATICO.
Si è parlato di PACE, di EMOZIONE, di RISPETTO e Sono state dette tante cose, impossibile per me ricordarle tutte e poi metterle in pratica. Sicuramente mi porto a casa l’importanza di trovare la pace dentro a noi stessi per poi essere in pace con le altre persone. Nelle discussioni in comunità ci sono stati dei contrasti che serviranno per cercare di migliorarsi. Grazie a chi lo ha organizzato e ha lavorato per questo corso.
Paola Rettondini (Acat Basso Veronese)

– Oggi finisce il corso, è ora tutto da elaborare, un mix di emozioni che mi hanno smossa
dentro, ringrazio per gli spunti di riflessione e per gli stimoli che ho ricevuto, la gentilezza e la disponibilità di tutti mi ha fatto stare bene. Sicuramente uscirò da questo corso più motivata e porterò a casa più energia per proseguire il mio percorso di crescita. Un grazie speciale al gruppo grigio, che nell’arco di tre giorni, ha acquisito tutti i colori dell’arcobaleno, che mi ha fatto sentire accolta sin da subito e messa a mio agio.
Francesca ACAT VICENZA

– Io non sono molto bravo a scrivere, però posso assicurarvi che sono stati 2 giorni intensi di emozioni. Io devo ringraziare tutti i componenti del corso in parte coloro del mio gruppo che siamo entrati in empatia specialmente da sabato pomeriggio perché con i loro racconti di lutto dei loro familiari non sono riuscito a esprimermi. Mi sono chiuso perché mi è venuto in mente quello dei miei genitori morti suicidi tutti e due e mi sono chiuso. Concludo ringraziando tutto lo staff e i cuochi per la loro disponibilità.
Luigi 2 (ACAT Polesine Occidentale di Rovigo)

– Premetto che non sapevo assolutamente di cosa si parlasse se non che l’argomento è la
pace, che mi sta molto a cuore. Non si è parlato della pace che mi sta a cuore ma di come
infondere pace nei cuori delle persone attraverso il dialogo, la discussione e l’accettazione di tutte le idee che uscivano dai vari partecipanti e credo proprio che questa accettazione senza riserve delle idee altrui sia come colonna fondamentale su cui costruire la pace. I media come strumento di divulgazione di odio e confusione. E come diceva Gaber la libertà è partecipazione.
Acat castel scaligero

– Siamo figli dello stesso padre. Siamo nati per essere felici, ma siamo inclini a condividere disagi. Ci vogliamo allenare a gestire conflitti o vogliamo imparare a restare nel conflitto ed attraversarlo. Quindi vogliamo imparare la vita, cosa che facciamo tutti i giorni, farlo insieme è la possibilità più grande che abbiamo. Questi momenti di condivisione ed incontro sono alimento per la vita di ognuno. Io ho ricevuto molti doni in questi giorni, ho riempito molti vuoti. Mi è stato regalato il racconto di una vita, ho ricevuto sostegno e solidarietà dalla fermezza di chi silenzioso ha espresso grande capacità di percepire l’altro. La maschera neutra nel teatro greco azzera le emozioni dell’attore è una scultura di un viso senza espressione e senza mimica. Noi in alcuni
momenti vorremmo indossarla per non mostrarci agli altri, e poi in altri momenti vorremmo toglierla. Ogni gesto gentile cambia la mia giornata La gentilezza è una competenza Quando non mi trattano con gentilezza mi sento frustrata Mi compenso facendo gesti gentili Stare nella relazione Ho imparato che la pace è accogliere il no dell’altro e stare noi stessi senza azzerare i sentimenti.

– Ciao a tutti; sono contento di aver condiviso con voi emozioni e vari momento di confronto.
Sono stato bene! Ringrazio tutti gli amici del gruppo giallo. Arrivederci, al prossimo anno!
Salvagno Paolo (ACAT VR EST)

-Riconciliarmi con il mio passato da alcolizzato mi ha donato una pace interiore duratura che nessuno avrebbe mai potuto darmi. Cammino ancora con le cicatrici della mia storia ma oggi le guardo come chi guarda una mappa: ogni segno racconta dove sono stato e come sono arrivato qui. Per vent’anni ho bevuto; per vent’anni la bottiglia è stata la mia amica che mi portava lontano e insieme mi rubava la strada. Ho urtato macchine, ho rotto relazioni, ho svuotato conti; ho tradito fiducia, sono stato inaffidabile, ho taciuto la verità. Ogni notte la città sussurrava i miei errori e il vento sembrava raccogliere i frammenti di ciò che avevo spezzato. Poi una mattina la birra si è trasformata in un piccolo fantasma sulla soglia: sembrava invitarmi ancora, eppure tremava. Ho
capito che dovevo fare giustizia, non per gli altri soltanto, ma per me. La giustizia che cercavo non era una condanna ma un atto di restituzione: riparare dove potevo, chiedere scusa dove avevo ferito, rimettere insieme quello che la mia mano aveva disfatto. Ho dovuto imparare a restituire tempo, parole, attenzione; ho dovuto sedermi davanti a chi avevo deluso e parlare con voce semplice. Tre mesi densi hanno cominciato a cambiare il mio respiro. Non fu un miracolo che piovve dal cielo: in un lento risveglio, come se le pietre della strada si fossero disposte a creare un sentiero. Un giorno mentre parlavo con un amico, la luce entrò nella stanza come se qualcuno avesse aperto una finestra nell’anima. Sentii una pace che non era regalo di qualcun altro, era il frutto del lavoro che avevo fatto dentro. Era una pace che nessuno avrebbe potuto darmi se prima non l’avessi cercata e riconquistata. Parlo da chi ha imparato a tenere le proprie emozioni senza vergogna: la vergogna non cura ma la verità libera. Io ho pianto, ho tremato, e ho chiesto perdono.
Ho accolto la rabbia e la tristezza come messaggeri che volevano essere ascoltati. Parlare di ciò che mi succedeva dentro ha aperto vie di guarigione; ogni parola sincera è diventata un ponte verso la libertà. C’è una magia nella vita che non è soprannaturale ma è altrettanto sorprendente: la capacità di trasformare i nostri peggiori gesti in lezioni, e il nostro dolore in amore scelto. Se ti senti ancora prigioniero, sappi questo: la riconciliazione cammina con un passo sincero. Ripara, parla, ascolta sé stesso. Sii gentile con la tua anima. Ti prometto che la pace che troverai sarà tua, nascosta dentro, più solida di qualsiasi compagnia esterna. Vivi nel presente. Il tuo passato non ti definisce! Un caro saluto! grazie a Grazia. Grazie al direttivo. Grazie a tutti
Harry Kalonka (ACAT VR EST)

-E’ stata un’esperienza con luci ed ombre com’è la vita. Le luci, che sono state maggiori, sono le persone che ho incontrato e con cui ho lavorato. Nel mio gruppo c’erano solo persone sensibili, calorose e votate al bene e a migliorarsi. Mi sono sentita parte di qualcosa di buono e come ha detto uno di noi un costruttore di pace. Le ombre, necessarie anche quelle, sono state alcune discussioni troppo esasperate in plenaria. Troppo vicino alle lotte per il potere per accordarsi alla pace che stiamo cercando.
Cristina Fason Acat castel scaligero

-In questi giorni di corso ho raccolto nel cuore idee nuove e prospettive diverse sulla stessa realtà. Mi è piaciuto molto il lavoro di gruppo, perché mi dà sempre la possibilità di conoscere persone, storie e modi diversi di vedere le cose. Mi sono piaciuti tanto i lucidi e il modo in cui sono stati arricchiti dal contributo di ciascuno. Le domande, le opinioni diverse e le spiegazioni hanno reso l’esperienza più preziosa. Vado via con gratitudine e con la convinzione che la pace che costruiamo dentro di noi si rifletta anche su chi ci sta accanto ed è contagiosa. Essa nasce non solo da ciò che impariamo, ma anche dal modo in cui ascoltiamo, accettiamo le differenze e cresciamo insieme, rispettando il ritmo di ciascuno. Forse non siamo stati perfetti, ma nella nostra imperfezione siamo stati autentici, e per me questo è un modo bello di imparare la pace.
Florentina
ACAT PEDEMONTANA

-Che dire? Le emozioni si accavallano, i sorrisi scontati, conosciuti e quelli della prima volta che, dopo solo due giorni, sembra di conoscere da sempre. La trepidazione che mi ha portato qui è già nostalgia, tristezza per doverci lasciare, impegno di tornare. Il lavoro nel piccolo gruppo arancione è stato particolarmente ricco e coinvolgente, contribuendo in modo determinante ad una presa di contatto personale che ha compreso tante sfumature insospettate. Queste sollecitazioni mi hanno portato a una più attenta rilettura dell’approccio, alimentando anche nuove visioni e prospettive sia personali che destinate ad alimentare il lavoro nel club. I passaggi in plenaria, un tantino rallentati da argomenti un po’ pretestuosi, hanno rallentato l’approfondimento e la riflessione sui contenuti emozionali, sia come famiglie che come servitori insegnanti. Su questi aspetti bisognerà lavorare un po’ per dare a tutti tempi e modi di rivisitare le proprie esperienze e potenzialità. Come in tante altre occasioni si è dovuto fare i conti con una parziale e talvolta approssimativa conoscenza dell’approccio ecologico-sociale, anche nelle sue
determinanti di base, cosa questa che raffredda il confronto interpersonale e costringe a fastidiose e un tantino pedanti rivisitazioni metodologiche. L’impegno formativo-educativo andrà ripreso e potenziato. La cornice è semplicemente ideale per una immersione nel lavoro, lontano da distrazioni e preoccupazioni – le pause e la segreteria solo perfette – così come l’organizzazione.
All’anno prossimo dunque, in cui mi piacerebbe si potesse approfondire come l’approccio ecologico-sociale, può ancora illuminare un futuro migliore, per le famiglie, i clubs e le intere nostre comunità locali. Un abbraccio fraterno in solidarietà
Angelo Tedioli ACAT EMILIA

-Ciao a tutti; ci ritroviamo qui per prendere in mano il nostro percorso di vita. Coltivare la nostra scelta, cercare la modalità con cui proseguire il nostro cambiamento. In questo corso, con entusiasmo, ho potuto cogliere un forte desiderio di costruire la pace attraverso il confronto, scavando dentro di noi. Penso che, non dobbiamo accontentarci di una pace apparente; dobbiamo in qualche modo schierarci rispetto alle nostre opinioni, lottare contro l’indifferenza. Accogliere con sobrietà e gentilezza, trasmettere il nostro star bene attraverso il nostro comportamento, in famiglia, nel club nella società. Nei club si evidenziano alcune difformità riguardanti il servitore insegnante, che vanno attenzionate, discusse, ma definite. Penso che vada seguita una linea comune insieme, ricercando la pace, eleviamo il valore dell’essere umano. La straordinaria unicità
della persona che si sente pacificamente felice quando attorno si sente amata. Grazie a tutti; grazie agli amici del gruppo grigio, un abbraccio!
Flavio Martini ACAT Verona EST

-E’ nella profondità delle relazioni e delle emozioni condivise che si costruisce la pace.
Argomento non semplice quando parlo di me, mi risulta sempre difficile. Quando parlo degli altri mi risulta più immediato dare un giudizio un consiglio. Il lavoro che devo fare è lungo essere più autocritica con me stessa sicuramente mi aiuterà. Mettere a nudo i propri sentimenti vuole dire esporsi e non tutti ne sono capaci vuoi per diffidenza o per paura. Accogliere l’altro per come è il primo passo per condividere insieme un percorso non semplice ma possibile. Vedere le persone con le loro potenzialità positive è l’obbiettivo. Ognuno di noi porta con se’ un bagaglio meraviglioso e faticoso dobbiamo trovare la modalità e avere il coraggio di donarlo agli altri. La pace dentro di me la troverò quando riuscirò ad accogliere il tuo no e mi metterò in attesa del tempo che ti serve, ma questo non vuol dire che starò ferma.
Barbara F.

-Auguro a tutti di essere “costruttori di pace”, superando i conflitti più o meno grandi della vita, con l’ascolto, il dialogo e l’amicizia. Anche quest’anno si è svolto il corso monotematico a Sezano il numero 9 scelta anche questa volta vincente nonostante sia agosto e il caldo in questo periodo si sia fatto sentire più del dovuto. Il tema: “è nella profondità delle relazioni e delle emozioni condivise che si costruisce la pace” nonostante il titolo devo dire che non siamo stati molto disciplinati specie nelle discussioni in comunità, comunque a parte questo in questi 3 giorni mi sono sentito a mio agio sia nel piccolo gruppo che in comunità nella discussione delle conclusioni dei gruppi autogestiti da cui sono emersi alcuni contrasti e diversità di vedute su temi
che è da tanto tempo che vengono discussi. Da parte mia questo corso mi ha fatto capire che emozioni come tristezza, gioia, rabbia e sorpresa nella vita quotidiana ci aiutano a capire ciò che viviamo e servono a insegnarci qualcosa su noi stessi. Accettare e ascoltare le proprie emozioni e riuscire a trovare dei momenti di calma, fermarsi ci può aiutare a vivere con consapevolezzaequilibrio e serenità e costruire la pace. Buona vita.
Roberto Baccaro ACAT Basso Veronese

-Voglio ringraziare tutti anche il gruppo grigio dove mi sono trovato molto bene accolto e
dove ho potuto esprimermi. Prima cosa che vorrei dire è come da un po’ non mi aspetto niente dagli altri così sicuramente non sarò deluso anche da questo corso ma così apprezzo quello che c’è. Io sono stato bene qui in questi giorni ho capito che abbiamo che ho molta strada da fare riguardo la pace che non c’è in me ma anche nella società. C’è da lavorare anche sul giudizio che a mio avviso c’è sempre da cambiare il modo di vedere le cose passare dall’io al noi. Si diceva dei rumori nell’assemblea, stancante ma penso che noi ci comportiamo così anche al club siamo disordinati e comunque uno spaccato della comunità. Grazie.
Giovanni Acat verona sud

-La canzone di Guccini diceva che noi abbiamo un cuore pieno di simboli. Il nostro cuore pesa perché è pieno di esperienze, dolore, idee, convinzioni. Ma pesa tanto quanto quello della persona che mi sta di fronte ed entrambi hanno il diritto di esistere e di essere riconosciuti. E può succedere che io veda una cosa bianca e quello che mi sta di fronte la veda rossa. E può succedere che senza farci la guerra, continuando a discutere, alla fine la vediamo entrambi rosa. Ma può succedere che senza farci la guerra, e continuando a discutere, alla fine io continui a vederla bianca e l’altro rossa. Ma alla fine il mio cuore è diventato più grande perché ha incamerato e accolto una nuova visione di quella cosa che può essere vista bianca o anche rossa. Porterò nel cuore questa assemblea effervescente, mi darà speranza e forza nei momenti bui.
Claudia
Acat verona est

-Eccoci arrivati alla fine di questi 3 meravigliosi giorni insieme. Come sempre sono arrivata con tutte le mie certezze sicura di non dover più cambiare niente dentro di me! Invece …eccomi qui di nuovo a mettermi in gioco! Ascoltando i miei meravigliosi compagni di gruppo e tutti i corsisti mi sono resa conto di dover cambiare ancora una volta tutte le mie certezze. La pace è quel qualcosa che si trova a mio avviso lavorando solo su sé stessi rispettando comunque chi ti è vicino apprezzando anche i piccoli gesti e quei cambiamenti che per me non sembrano nulla ma per la persona che mi sta accanto sono passi grandi. Grazie a tutti voi per avermi dato ancora una volta il modo di poter con serenità raggiungere un po’ di pace.
Marvana gruppo giallo.

-Incipit di una nuova e gradevole esperienza. Parto dal mio amato Friuli per ritrovarmi tra nuovi e vecchi amici non c’è niente di più amorevole. Sezano è stato ed è una bella sorpresa trovarmi in un luogo bellissimo in mezzo alle colline di vigneti mi ha colmato il cuore di belle sensazioni. Era la prima volta che mi trovavo qui e tutti voi mi avete fatto sentire a casa, mi avete trasmesso da subito una grande amicizia un senso di appartenenza. Quante belle sensazioni quante emozioni ho raccolto nel piccolo gruppo, vi sono molto grato per queste belle giornate condivise con tutti voi: Barbara, Milena, Giovanni, Paolo, Claudia, Paola, Primia, Marina, Paola,
Francesca, Flavio, Francesco, Aldo, Maurizio, vi voglio un mondo di bene. Voglio ringraziare anche i miei cari amici Grazia e Domenico, grazie di cuore. Il tema del corso è stato molto bello e aggiungerei impegnativo. Mi ha impegnato moltissimo alla ricerca profonda di emozioni e di confronto. Sono certo che c’è ancora molto da sviluppare ma quello sarà per un’altra volta. Penso che parlare di relazioni che è la base dell’approccio ecologico sociale non sia mai finito anzi non se ne parla mai abbastanza o forse in modo superficiale. Termino questo mio scritto con una frase del grande Lucio Battisti dalla canzone emozioni: “ricoprire di terra una piantina verde sperando possa nascere una rosa rossa”. Questo è il mio augurio per tutti noi la speranza di avere sempre l’anima
leggera e il cuore ricolmo di emozioni. Un caro saluto con un forte abbraccio a tutti. (proposta di titolo per il prossimo anno: “Il Club dove tutto ha inizio”.
Olimpio Biasoni (Arcat Friuli V.G.)

-È il mio secondo anno di partecipazione qui a Sezano e mi ha fatto piacere incontrare
persone già conosciute ma anche persone nuove e mi sono lasciata attraversare dalle loroemozioni. Sono stata molto bene all’interno del gruppo giallo dove si è creata da subito empatia.
Mi sono trovata invece, in alcuni momenti, un po’ a disagio nella plenaria quando sono state innescate alcune provocazioni. Ringrazio però tutti i partecipanti al corso perché hanno saputo smuovermi riflessioni profonde e creare un groviglio di emozioni che mi permettono di tornare a casa con la voglia sempre più forte di formarmi, e con la certezza che il confronto e la condivisione, oltre ad una crescita personale, portano a relazioni più forti.
Leonia ACAT VICENZA

-Quando mi è stato proposto questo corso dalla mia amica Anna Maria, l’idea ha subito
stuzzicato la mia curiosità. Mi è sempre piaciuto il confronto con altre realtà specie a livello psicologico. Non sapevo esattamente cosa avrei trovato, anche se leggendo il programma, mi ero fatta un’idea. Mi sono trovata in una realtà lontano da me, ha cercato di capire, ma devo ammettere che non sempre ci sono riuscita. E spesso, fino a ieri sera, mi sono chiesta: “CHE CI FACCIO QUI”. Poi è stato il pensiero di una signora del mio gruppo che mi ha dato la risposta. Se le mie affermazioni su un determinato argomento hanno fatto breccia in un cuore sofferente, ecco allora ha dato un senso al mio essere qui, di questo ne sono felice. Auguro a tutti di raggiungere i vostri traguardi e di trovare la serenità che vi spetta
Tiziana Gruppo verde

-Carissimi tutti, l’approccio ecologico sociale è complesso, ed è immerso nella complessità della cultura sociale, nella quale, la ricerca di innovazioni rischia allontanarsi dall’origine e originare confusione. Il Club, per me è una esercitazione per lo stile di vita, è sostegno, occasione, potenzialità, per percepire le mie difficoltà. Entrando nelle relazioni con esperienza, emozioni, sentimenti, mi lascio piacevolmente sorprendere dalla bellezza del racconto e dell’ascolto. Con questo sguardo profondo e benevolo di esperienza e condivisione, possiamo imparare a crescere con responsabilità e cura, per tessere relazioni per una società più equa e compassionevole. Grazie
Lidia ACAT VERONA EST

-Buongiorno a tutti. Anche quest’anno siamo arrivati alla fine del 9° corso monotematico di Sezano dal tema: “E’ nella profondità delle relazioni e delle emozioni condivise che si costruisce la pace …”. È bello ritrovarsi assieme con vecchi amici e costruire nuove amicizie. In questi tre giorni mi sono trovato bene nel gruppo arancione, da subito abbiamo trovato un senso di amicizia e condiviso le nostre esperienze. Si è parlato di relazioni, emozioni e di pace. Ci siamo espressi liberamente sul tema proposto, e alla fine abbiamo trovato un accordo comune. La plenaria a volte un po’accese, alla fine ci siamo ritrovati. Grazie a tutti i corsisti. Un ringraziamento alla comunità dei padri Stimmatini per il buon cibo. Grazie all’Acat Verona Est per l’organizzazione e a Grazia. Un abbraccio. Arrivederci al prossimo anno.
Renato Martignago ACAT ALI DELLA LIBERTA’ ODV

-Buongiorno a tutti, eccoci arrivati al termine di questo nono corso monotematico. Non voglio soffermarmi sulla descrizione del luogo che sicuramente tutti i partecipanti indicheranno come incantevole luogo di pace. Come ogni anno, l’incontro con “vecchi” amici e aver conosciuto anche nuove persone che hanno trovato subito il loro posticino nel mio cuore è stata occasione per condividere la gioia dello scambio.
Scambio di idee, pensieri, opinioni, riflessioni che hanno aperto nuove finestre per la mia vecchia mente. Il tema avvincente che ci ha invitati a parlare di emozioni e pace, forse, ci ha dato l’occasione per essere un po’ più discoli e indisciplinati del solito, ma nel complesso a me è piaciuto, anche perché per me il disordine ha un suo fascino. Nonostante tutto però, a mio avviso, questo incontro è stato molto proficuo, perché sono
arrivato qui con poche certezze e me ne torno aa casa con moltissime perplessità, sulle quali ci dovrò ragionare assai nel tempo a venire. Si è parlato molto di emozioni e in questi giorni di emozioni ne ho provate tantissime e se sono riuscito a trattenere le lacrime è perché mio padre mi ha educato a essere un uomo duro … e si sa, gli uomini duri non piangono mai (al limite si soffiano il naso). Sono stato veramente bene con i miei compagni e le mie compagne di viaggio e abbraccio fraternamente e che mi auguro di rivedere quanto prima: l’accenno a Pieve del Grappa non è puramente casuale. A onor del vero ci sono stati anche dei momenti di conflittualità dovuti, a mio modesto avviso, alla difficoltà di ognuno di noi ad accogliere il pensiero diverso da mio, e che l’amico col quale mi sono confrontato ha cercato di farmi comprendere.
Credo che ci sia ancora molta strada da fare per accogliere serenamente l’altrui idea. In teoria è tutto bello e tutto giusto, ma poi quando lo dobbiamo applicare nella realtà si incontrano varie sfumature non previste che immancabilmente ci costringono a scelte diverse. Sono grato a Sezano perché ogni volta mi azzera le certezze conclamate e mi costringe a rimettermi in cammino per cercare un miglior modo di agire. Un cordiale saluto a tutti ed un abbraccio virtuale.
Dario Osellame ACAT ALI DELLA LIBERTA’ ODV

-Un monotematico che vive del lavoro di tanti corsisti, che vogliono e possono dire la loro.
Organizzato dall’ Acat Verona est e dalla passione di Grazia Nicosia, che lo ha riempito di contenuti adeguati e condotto con tanta disponibilità, ha visto la partecipazione di oltre cinquanta corsisti. Il tema, che era stato prodotto nel corso precedente, ha permesso di guardare dentro un po’ di più, al nostro mondo, dell’approccio ecologico sociale, che il professor Hudolin, ci ha consegnato nel lontano 1996. A seguito dell’esuberante
svolgimento delle discussioni dei lucidi preparati dai quattro gruppi, si può ben dire che i Club, sono ancora ben presenti nelle comunità, pur riconoscendone il periodo difficile che stanno attraversando. I lavori dei gruppi, che saranno pubblicati in seguito, hanno affrontato diversi aspetti che evidentemente premono a chi ha partecipato. Con un po’ di esuberanza, forse favorita da alcuni interventi anche provocatori, il corso è stato piuttosto intenso, e ci sarà bisogno di un tempo per comprenderne appieno ciò che è stato discusso.
Corsi così, come poi quello di Somasca, di Pieve del Grappa e anche Lignano, hanno il pregio di mettere in moto la “sapienza” di servitori e famiglie, che possono così contribuire a conoscere la realtà della vita di Club. Ci sarà occasione di parlarne più avanti di ciò che è stato affrontato e come si è arrivati a concludere tutto. Da parte mia, ho avuto l’occasione di porre in discussione alcuni aspetti che credo siano da sviluppare.
Considerando che i club sono entrati in Italia nel 1979, e che hanno necessità di guardare avanti e rivedere modalità e conoscenze, visti anche nel senso della comunità che è cambiata e cambia continuamente. Io penso che prendendo spunto proprio da Hudolin, che negli anni ha continuamente portato cambiamenti al suo approccio ai problemi alcolcorrelati e complessi, sia importante che questi corsi siano esportati in più parti di Italia, in modo che tutte le famiglie vi possano partecipare con il loro contributo. So che non è facile e che ci sono anche altre visioni, ma guardando i fatti, si può ben dire che è necessario cogliere l’occasione affinché le diversità siano motivo di ricchezza, più che di divisione come da qualche anno, sta accadendo.
Luigi Vinante
ACAT TRENTINO

-Cercare la pace in questo periodo di guerra e dove tutto il creato parla di sofferenza è una scommessa trovarla anche dentro di noi. Raccontarsi, far uscire i pensieri e condividerli mi aiuta a scoprire i miei limiti, dare un nome alle emozioni, confrontare quegli aspetti che credevo ormai ben definiti e vedere come poterli migliorare e quanto ancora devo modificare del mio carattere inquieto ben nascosto da una calma e pace apparente. Direi che scopro quanto la PACE deve ancora crescere dentro di me. Fare questo percorso con mia mamma assume un significato ancora più importante per la mia vita e nostra vita insieme.
Scopro ogni volta quanto lei sia forte e quanta forza ha formato in me con il suo esempio. Questo è un aspetto che mi porto a casa da Sezano 2026 e spero di poterlo portare al CAT che frequentiamo a Pavia. Un grande grazie. “Cerchiamo il bene anche dove sembra che non ci sia”
Catia Saccocci ACAT PAVIA OLTREPO

-Innanzitutto ringrazio per come sono stata accolta, pensavo addirittura di non riuscire a
spiegare bene quello che volevo dire e che non mi avreste capita. L’esperienza dello scorso anno m’era piaciuta molto e allora sono voluta tornare per ripeterla e ritrovare le persone che avevo conosciuto. Come lo scorso anno mi sono trovata bene nel gruppo cui sono stata assegnata e sono rimasta sorpresa della vostra pazienza nell’ascoltare quello che dicevo e, dico la verità, mi è piaciuto molto ascoltare anche voi perché penso che siete motivati nell’aiutare le persone che vivono delle difficoltà e sciupano la loro vita e quella delle loro famiglie. Sono convinta che inquesto modo andremo molto avanti. Arrivederci alla prossima volta “mettiamocela tutta”
Primia Pellegrini
ACAT PAVIA OLTREPO

-Anche quest’anno mi trovo a condividere un tratto di vita con gli amici del corso di Sezano.
Il clima è come sempre cordiale e accogliente, mi sono trovata bene soprattutto negli incontri con il piccolo gruppo, nel quale abbiamo saputo condividere emozioni, riflessioni, esperienze di vita che mi toccano dentro e mi arricchiscono, sono anche fonte di ricarica e di nuova fiducia per la vita di ogni giorno. Le condivisioni in plenaria sono state per me più dispersive e confusionarie, sento la difficoltà nel ricomporre le divergenze di opinioni e il tentativo di alcuni di imporre il proprio punto di vista. Questo mi fa sentire a disagio, tuttavia percepisco che, contemporaneamente, costituisce per me occasione di “esercitare” l’accoglienza del pensiero diverso e palestra per l’”attraversamento” del conflitto del quale abbiamo tanto parlato. Ciò significa però rimanere in una sorta di precarietà, mentre io sono più a mio agio nelle mie sicurezze. In questo riconosco che ho ancora molto da lavorare. Comunque ringrazio tutti, in particolare chi ha organizzato e reso possibile incontrarci. Con affetto
Cristina ACAT TRENTINO

-Buon giorno a tutti e grazie per questo nuovo pezzo di strada insieme. Quest’anno non
riesco ad esprimere esattamente ciò che provo e a sentire esattamente le emozioni che provo.
Questa cosa non mi rappresenta di solito, ma sono io, quindi ci dovrò lavorare. Non capisco se il motivo è che vado verso la mia Pace interiore o se sono in pieno marasma. Di sicuro ci sarà MOLTO lavoro per me da fare sul mio essere. Non riesco ad esprimere molto. So per certo che il prossimo anno vi dovrete tenere stretti alle sedie per riuscire a fermarmi. Intendo tornare il prossimo anno carica di buoni propositi e di belle emozioni da condividere con voi. No, non è una minaccia ma una promessa. Vorrei comunque ringraziare ancora per il sostegno che donate e l’empatia che ho sentito, anche se qualche momento è stato mixato ad un bel po’ di caotico brusio. Ma siamo fatti così, urliamo brontoliamo ma, generiamo sempre buoni sentimenti reciproci. Grazie ancora
Paola
ACAT VERONA SUD

-Sono un po’ perplessa. Il tema di quest’anno era molto profondo ma mi pare sia stato poco affrontato nei gruppi e nelle letture dei lucidi. Forse perché io avevo in mente “svolgimenti” più legati a sentimenti e a scelte di impegni personali che non sono usciti. Credo che bisognerebbe approfondire una riflessione sul percorso di cambiamento nella formazione e definire l’importanza della figura del Servitore-Insegnante nel club, e lo penso come un percorso di educazione continua da condividere con le famiglie. Io resto nel mondo dei Club perché credo che il cambiamento delle persone sia possibile, perché ci sto bene, perché ho imparato tanto, perché incontrare e accogliere le persone mi piace e mi fa stare bene, perché c’è sempre da imparare. Se questo è “potere” allora
devo capire ancora molte cose! Per quanto riguarda il programma del corso, mi pare che le indicazioni fornite prima del lavoro dei gruppi siano state un po’ troppe; forse si doveva limitarle un po’ visto anche le molto ampie introduzioni sul depliant per lasciare più spazio ai gruppi di lavoro. Per quanto riguarda il film “TERRAFERMA”, pur capendo dallo svolgimento delle azioni il significato profondo, non ho gradito che non fosse in italiano. Sono sicura che capendo i dialoghi avrei maggiormente compreso gli stati d’animo e le difficoltà – a volte drammatiche – dei protagonisti. In ogni caso i monotematici come questo riescono sempre a lasciarmi spunti di riflessione da approfondire poi a casa e nel Club. Con affetto e arrivederci!
Paola Fornaciari ACAT EMILIA

-Sono arrivata venerdì mattina, accolta da Grazia con un sorriso ed un abbraccio caloroso. In questo posto da cartolina, pronta a vivere, questa esperienza di tre giorni per la prima volta.
L’argomento di questo corso monotematico è: “E’ nella profondità delle relazioni e delle emozioni condivise che si costruisce la pace ….” Saluti, divisione dei gruppi autogestiti e via verso questa nuova esperienza di emozioni condivise. Ho avuto il piacere di ascoltare esperienze di vita con persone meravigliose. In questi giorni di riflessione e di scambi di conoscenze dell’ A.E.S. ci ha visti nelle plenarie poco disciplinati e credo che tutti noi avevamo un bisogno di condividere, di essere ascoltati e di ascoltare. Un caos pieno di mormorii e di parole condivise. Porto a casa da tutto questo un senso di pace interiore e voglia di fare e di essere parte attiva ancora di più. La A.E.S. è vivo più che mai. Hudolin provocava le crisi, molti di noi ha portato e condiviso la crisi delle proprie ACAT. Non fermatevi. Lavorate all’interno dei Club e nelle comunità di queste ACAT per rinascere
più forti che mai. Prendete ad esempio le ACAT che funzionano e concentratevi su ciò che funziona nelle vostre ACAT e non su ciò che non va. Vi porto tutti a casa con me, con la speranza che questo senso di pace mi duri a lungo. Grazie di cuore a tutti voi, a chi ha organizzato questo corso e a chi si prende cura di questo posto bellissimo.
Marina (ACAT Polesine Occidentale di Rovigo)

-Sono venuta qui con la curiosità di poter capire che cosa fosse l’ARCAT, tanto nominata e lodata da mia sorella Daniela, da vicino e mi sono resa conto che ci sono tante belle persone che lavorano per il sociale per aiutare chi è in difficoltà. Ho sentito e ascoltato storie di molti anni di club in cui hanno aiutato sicuramente molte persone ad uscire fuori dalle loro dipendenze. Oltre a questo ho conosciuto una grande famiglia tante persone diverse da me e diverse anche tra loro però ognuno con un loro vissuto e mi sono trovata a dovermi soffermare su tematiche a me non familiari. Porterò con me l’insegnamento di quello che abbiamo discusso qui e cioè che la pace interiore deve partire da noi stessi, volersi bene poi trasmetterlo agli altri anche senza grandi gesti
e che – = + . Ringrazio Grazia per l’invito e speriamo di rivederci tutti e di più il prossimo anno.
Anna Maria Di Lullo Gruppo giallo

-Ciao Sezano, eccomi qui anche quest’anno al tuo corso monotematico: “E’ nella profondità dellerelazioni e delle emozioni condivise che si costruisce la pace”sono entrata nel gruppo grigio ovvero “orso grigio” e ho trovato delle persone splendide dove abbiamo condiviso le nostre riflessioni, le nostre esperienze, emozioni, in pieno rispetto e responsabilità con le tematiche di pace su cui abbiamo cercato di dare il nostro contributo con apertura di dialogo e di ascolto. Questo tema ha toccato molto il nostro stare in comunità, il nostro star bene con noi stessi e con gli altri, soprattutto, il Club è relazione dove la pace va coltivata giorno dopo giorno; sono emerse alcune parole come gratitudine, responsabilità e gentilezza, perché sentiamo la loro mancanza dal vocabolario quotidiano. La canzone che abbiamo condiviso insieme “NON MI AVETE FATTO NIENTE” è stata emozionante e cantarla insieme ha ricordato a noi che a volte
bastano queste piccole gocce di umanità per sentirci felici. Come anche il film “TERRAFERMA” ci ha messo davanti una realtà che purtroppo da alcuni anni stiamo vivendo sulle nostre coscienze e ci sarebbe bisogno di più umanità da tutti noi, per comprendere che tutto questo e le guerre sono sbagliate, dovremmo fare più rumore, suonare più spesso le campane, per provare a cambiare qualcosa non rimanendo indifferenti. Vi leggo alcune righe di Gianrico Carofiglio dal libro “ACCENDERE I FUOCHI” (manuale di lotta e gentilezza):
“Accendere un fuoco non significa trasmettere informazioni. Significa creare una tensione, far nascere una domanda, mettere in moto un’energia che prima non c’era. Un fuoco non serve solo ad illuminare: serve a radunare, a scaldare, a modificare l’ambiente. Il fuoco non dà risposte: crea uno spazio in cui le risposte possono essere cercate insieme. Accendere un fuoco significa anche questo: imparare a vedere. Vedere chi normalmente non viene visto, ascoltare chi di solito non viene ascoltato, riconoscere l’esistenza di chi si sente trasparente. Perché il primo atto di ogni cambiamento è questo: accorgersi di qualcosa; soprattutto: accorgersi di qualcuno.” Concludo ringraziando tutti per avermi regalato tre giorni piacevoli ed emozionanti e … anche se siamo stati rumorosi e fatto “casino”, sono stata benissimo e vi voglio bene! Arrivederci al
prossimo anno e PACE A TUTTI.
Milena Fornasari ACAT CARPI

-SEZANO 2026
Voglio ringraziare tutti affettuosamente, compresa me, per questi tre giorni.
Condividere le proprie storie, con persone che si incontrano per la prima volta, richiede un coraggio
immenso. Grazie per la fiducia e per l’ascolto reciproco che c’è stato nel piccolo gruppo di lavoro, ma molto
meno nel grande gruppo dove siamo stati un po indisciplinati, però ci sta ed è un motivo per riflettere e
poterci lavorare … Ognuno di noi ha arricchito questo percorso anche nelle discussioni accese. Grazie per
aver condiviso questo corso dove sono emerse parole come consapevolezza , emozioni, comprensione e
sappiamo bene come, riuscire a maturare tutte queste belle parole, non è per niente facile , esattamente
come non è facile il percorso del cambiamento , perché tutto si fa a piccoli passi, quindi un passo alla volta
… Ancora grazie perché in questi tre giorni abbiamo dimostrato una forza straordinaria nel difendere quello
che è il nostro pensiero, soprattutto anche là dove ci si scontra con la metodologia di Hudolin. Auguro a tutti,
nessuno escluso, di continuare a camminare con fiducia in questo nostro mondo meraviglioso che ci
permette di stare insieme, con la speranza di riuscire a trovare un filo comune anche se complesso …
Lasciamo aperte, come è stato detto nel gruppo arancione, i “lavori in corso”… Un caro e affettuoso saluto.
Grazia Nicosia
(ACAT BASSO POLESINE)

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