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Scuola Territoriale 2° Modulo

Acat Villafranca Castel Scaligero

organizza

 

I giorni venerdì 18 maggio e venerdì 25 maggio 2018, presso la Sede ACAT, in Via Fantoni 1 – Villafranca (Vr), alle ore 20,45, si svolgerà la “Scuola Territoriale di 2° Modulo”.

Il tema della SAT 2° Modulo sarà:

“L’importanza dell’empatia nel Club e nella vita”

 

 

La Scuola si svolgerà nelle seguenti date:

  • 18 maggio 2018 – Club Vigasio/Povegliano 485 -  Dossobuono 434 – Lugagnano 661 – Sommacampagna 494 – Isola della Scala 761
  • 25 maggio 2018 - Club Villafranca 503 – Villafranca 451 – Valeggio sul Mincio 660

 

 

Relatore delle serate: Dott. Roberto Dalla Chiara

 

 

 
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COMUNICAZIONE

 

Si avvisa che, per problemi con infinito.it, dal 08 gennaio 2018 il nostro indirizzo mail sarà:

 

acat.castelscaligero@gmail.com

 
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Festa Acat “Castelscaligero” 03 giugno 2018

 

Domenica 03 giugno 2018, dalle ore 10.30, presso il Parco Parrocchiale di San Vito al Mantico – Bussolengo (Vr) – Via Piemonte 99 si terrà una giornata di festa per le famiglie, organizzata dall’Acat “Castelscaligero” di Villafranca (Vr)

Chi lo desidera, potrà assistere alla Santa Messa che si terrà alle ore 10,30.

Alle ore 12,30 ci sarà il pranzo, e poi momenti conviviali per trascorrere la giornata di festa.

 

 Indicazioni stradali dall’uscita “Bussolengo” della superstrada:

Alla rotonda del Centro Commerciale “Sorelle Ramonda” girare a destra in direzione San Vito al Mantico, proseguire sempre diritto tenendo la via principale, Via Piemonte, e proseguire fino alla Chiesa, che si trova sulla destra, al civico 99. Adiacente alla chiesa c’è un parcheggio (alla pensilina fermata autobus) dove lasciare l’auto.

Pranzo all’aperto, pomeriggio con possibilità di passeggiate nella natura, animazione e musica.

La quota di partecipazione è di 5 euro a persona

 
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Scuola Territoriale 2° Modulo

 

Acat Villafranca Castel Scaligero

organizza

 

I giorni venerdì 18 maggio e venerdì 25 maggio 2018, presso la Sede ACAT, in Via Fantoni 1 – Villafranca (Vr), alle ore 20,45, si svolgerà la “Scuola Territoriale di 2° Modulo”.

Il tema della SAT 2° Modulo sarà:

“L’importanza dell’empatia nel Club e nella vita”

 

 

La Scuola si svolgerà nelle seguenti date:

  • 18 maggio 2018 – Club Villafranca 503 – Villafranca 451 – Valeggio sul Mincio 660
  • 25 maggio 2018 – Club Vigasio/Povegliano 485 -  Dossobuono 434 – Lugagnano 661 – Sommacampagna 494 – Isola della Scala 761

 

 

Relatore delle serate: Dott. Roberto Dalla Chiara

 

 

 
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Interclub – Dossobuono (Vr) 20 aprile 2018

 

Il giorno venerdì 20 aprile 2018, alle ore 20.30, presso il Centro Giovanile in fianco alla Chiesa di Dossobuono (Vr), si terrà l’annuale Interclub Acat organizzato dal Club Acat Dossobuono 434.

Il tema dell’evento sarà:

“Perdono e accettazione di se e degli altri, il primo passo per allontanarsi da problemi alcolcorrelati”

 
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La dipendenza alcolica

(Articolo tratto dal sito http://www.montagneepaesi.com/mp/index.php/rubriche/il-medico-di-famiglia/7789-la-dipendenza-alcolica del 09 marzo 2018)

dipendenza alcolica

L’alcolismo è una malattia cronica caratterizzata da alterazioni comportamentali, fisiche e psichiche causate dal consumo continuativo o periodico di quantità elevate di alcol. La dipendenza alcolica è caratterizzata da un comportamento ossessivo di ricerca compulsiva di bevande alcoliche (tipica la necessità di bere al mattino, appena svegliati) e da assuefazione e tolleranza (per raggiungere un determinato effetto desiderato il soggetto è costretto a bere quantità sempre maggiori di bevande alcoliche). Anche per l’alcoldipendenza, come per qualunque tossicodipendenza da droghe illegali, la brusca interruzione del consumo di alcol causa la sindrome da astinenza caratterizzata da tachicardia, tremori, nausea e vomito, agitazione, allucinazioni, convulsioni. Tipico dell’astinenza da alcolici è il delirium tremens con le tipiche zoopsie, cioè visioni di animali repellenti. Gli effetti negativi dell’alcol si fanno sentire principalmente sul fegato dove inizialmente provocano un innalzamento delle transaminasi, in seguito si può arrivare alla cirrosi che una volta instaurata non è più reversibile. La cirrosi a sua volta provoca una compressione della vena porta,una grossa vena che convoglia il sangue venoso proveniente dallo stomaco, dall’intestino e da altri organi addominali, verso il fegato. La compressione di tale vena può provocare la formazione di varici esofagee la cui rottura è responsabile di gravi emorragie. L’alcol aumenta anche l’incidenza di tumori del cavo orale, dell’esofago e dello stomaco. Effetti collaterali importanti si hanno anche a livello neurologico e si distinguono in effetti acuti ed effetti cronici. L’effetto collaterale acuto consiste nello stato di intossicazione alcolica acuta in seguito all’assunzione di rilevanti quantità di etanolo. E’ una condizione nella quale possono essere presenti uno o più dei seguenti tratti comportamentali: grave agitazione, stato confusionale, condotta alterata. (continua…)

 
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L’alcol danneggia le ossa

I danni del binge drinking sulle ossa dei giovani

(Articolo tratto dal sito http://www.italiasalute.it/1408/L%E2%80%99alcol-danneggia-ossa.html del 06 marzo 2017)

 

Varie_1408.jpg Bere alcol in quantità esagerate non ha effetti negativi solo sugli organi, ma finisce per danneggiare anche le ossa. È stato provato che l’alcolismo costituisce un fattore di rischio per l’osteoporosi, in quanto pregiudica la massa ossea e conduce a un deterioramento generale del metabolismo osseo.
Uno studio pilota condotto dall’Università di Vienna suggerisce che un consumo eccessivo di alcol – fenomeno noto come binge drinking – ha un impatto negativo sul tessuto osseo dei giovani. (continua…)

 
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Neurotrasmettitore glutammato può avere ruolo nella ricaduta nell’alcolismo

(Articolo di Luisa Luciano tratto dal sito http://notiziescientifiche.it/neurotrasmettitore-glutammato-puo-ruolo-nella-ricaduta-nellalcolismo/ del 24 febbraio 2018)

Uno dei problemi principali di chi affronta un percorso per smettere di bere è quello della ricaduta: anche dopo anni durante i quali non si è toccato un goccio d’alcol, il rischio di ricadere nell’oblio è sempre forte e presente.
Un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Alcohol and Alcoholism e condotto dall’università dell’Indiana, mostra quello che potrebbe essere considerato come uno dei principali responsabili proprio delle ricadute nell’alcolismo.

Secondo le statistiche negli Stati Uniti, dove il fenomeno dell’alcolismo è alquanto diffuso, il 90% delle persone che stanno tentando di smettere di bere è affetto da ricadute nel giro di quattro anni. Le ricadute stesse sono diretta conseguenza di varie “tentazioni” a cui lo stesso paziente è sottoposto: suoni (ad esempio di bicchieri al bar), odori, situazioni, e tutti quei contesti legati a passate esperienze di consumo di alcol.

Secondo Sharlene Newman, professoressa del Dipartimento di Scienze Psicologiche e del Cervello della IU, il motivo sarebbe da ricercare nei livelli di glutammato. Le “tentazione” di cui sopra sarebbero infatti fortemente associati a questo neurotrasmettitore, almeno nei ratti sui quali sono stati condotti esperimenti. Risultati che poi sono stati confermati anche dalle misurazioni delle concentrazioni di glutammato in 35 soggetti, 17 alcolisti e 18 non alcolisti. Ai soggetti venivano mostrate immagini di bevande alcoliche: gli alcolisti mostravano un netto cambiamento nei livelli di glutammato a differenza dei non alcolisti.

Secondo la Newman “La dopamina è il neurotrasmettitore più conosciuto, la cui carenza contribuisce alla depressione, all’ansia, al disturbo da deficit dell’attenzione e alla malattia di Parkinson, ma in realtà rappresenta meno del 5% di tutte le attività sinaptiche, mentre il glutammato rappresenta circa il 50% di questa attività ed è particolarmente coinvolta nei circuiti di motivazione-ricompensa integrati nella dipendenza”.
Gli stessi livelli di glutammato nel cervello possono essere misurati tramite spettroscopia a risonanza magnetica.

 
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8 sintomi dell’alcolizzato

(Articolo di Javier Fiz Perez tratto dal sito https://it.aleteia.org/2018/02/23/8-sintomi-alcolizzato/ del 23 febbraio 2018)

Prendere in mano la propria vita e impedire che l’alcool ci governi è il primo passo di un nuovo stile di vita

L’abuso di alcool non porta a niente di buono. Saper bere in compagnia degli altri, con moderazione e godendosi un momento di sana amicizia, è qualcosa di ben diverso dal consumo eccessivo di alcool e dalla dipendenza dalle bevande alcoliche.

Essere ben informati è il primo passo per evitare cattive abitudini che possono portare all’alcolismo. La dipendenza dall’alcool si riflette sulla necessità di bere in modo abituale quantità eccessive di alcool per un periodo prolungato di tempo, fino a che si trasforma in una dipendenza.

Quest’ultima può associarsi a problemi di salute psicologica e fisica che tendono a influire fortemente sui rapporti con gli altri in tutti i contesti – familiari, amicali, lavorativi.

Alcuni sintomi della dipendenza dall’alcool sono:

1. La necessità di bere controlla la propria vita: La dipendenza dall’alcool è in genere caratterizzata dal bisogno imperioso di bere alcool e dall’incapacità di limitare la quantità o di smettere di bere.
2. Tolleranza alcolica: Quando si beve abitualmente, il corpo si abitua ad assumere una grande quantità di alcool sperimentando la necessità di bere sempre di più per sentirne gli effetti.
3. Disinteresse: Negare altri interessi a favore di attività che implicano il fatto di bere alcool.
4. Occupazione: Aumentare costantemente il tempo che si dedica a bere e a riprendersi dagli effetti dell’alcool.
5. Anche al mattino: Iniziare a bere prima di mezzogiorno.
6. Ansia o irritabilità.
7. Non riuscire a smettere: Sentire che non si può smettere di bere pur sperimentando i sintomi negativi a livello fisico e psicologico.
8. Sperimentare i sintomi fisici dell’astinenza: tremori, sudorazione eccessiva, difficoltà a dormire, ansia, senso di malessere fin dalle prime ore della giornata.

 
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Avviso a tutti i Soci

 

 

Il giorno 09 Marzo 2018,  alle ore 20,30  presso la Sede Acat Villafranca in Via Fantoni 1, si terrà:

 

Assemblea Generale per Approvazione Bilancio

Si pregano tutti i soci dei vari Club a presenziare alla riunione. Grazie

 
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A causa dell’alcolismo si vivrà di meno

(Articolo di Bartolo Scandizzo tratto dal sito http://www.unicosettimanale.it/news/attualita/682703/a-causa-dellalcolismo-si-vivra-di-meno del 13 febbraio 2018)

Il fenomeno riguarda in misura preoccupante i giovani che frequentano locali notturni e in modalità associata: in comitive o gruppi di amici.

Saranno gli adulti di domani con l’uso esagerato e precoce di bevande alcoliche. A questa accoppiata hanno dedicato un articolo gli esperti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, apparso sulla rivista Alcohol and alcoholism, puntando il dito sugli effetti nefasti per il fegato. «Aumentano malattie croniche e progressive. Ci troveremo di fronte a una generazione di giovani adulti con malattie epatiche che oggi si vedono nei 70enni».

Valerio Nobili, responsabile della struttura semplice di Epatopatie metaboliche e autoimmuni dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, spiega senza esitazioni: «In questo momento siamo di fronte a un allarme sociale. Fra i giovanissimi osserviamo due patologie che stanno crescendo in maniera esponenziale negli ultimi 15 anni: l’uso e l’abuso di bevande alcoliche e l’obesità. Se un bambino è obeso, ha quindi un’elevata probabilità di avere un fegato grasso, e se in età adolescenziale diventa anche un bevitore subisce l’effetto di due danni che non si sommano fra loro, ma si moltiplicano in modo esponenziale». Impossibile non legare questi comportamenti all’aumento, che pure rilevano Nobili e colleghi, di malattie croniche e progressive del fegato, come infiammazioni, steatosi (o “fegato grasso”) e fibrosi

«Ai ragazzi in sovrappeso – aggiunge Nobili – bisogna sommare i 3-400mila 14-16enni che fanno uso e abuso di alcol». Fra i comportamenti a rischio che i pediatri del Bambin Gesù hanno avuto modo di rilevare, c’è la «scoperta» del bere a stomaco vuoto, chiamata con un brutto neologismo drunkoressia. «Dopo un digiuno prolungato l’alcol viene assorbito completamente, con danni acuti gravi e potenzialmente letali (encefalopatia alcolica) e con danni a lungo termine se il comportamento è ripetuto. Questi ragazzi rischiano di arrivare a 35 anni con un fegato gravemente compromesso».

«Negli anni ’90 avevamo un acme dei fegati cirrotici intorno ai 60-70 anni, oggi si colloca in anticipo di 20 anni almeno. Ecco perché abbiamo scritto che questi bambini compromettono le loro aspettative di vita di almeno 20 anni. Una previsione – ricorda Nobili – tristemente avanzata già nel 2005 in un articolo sul New England Journal of Medicine: la generazione attuale di bambini sarà forse la prima dal dopoguerra ad avere un’aspettativa di vita inferiore a quella dei propri genitori».

Che fare? «Occorre unire gli sforzi, insieme alle istituzioni e ai pediatri – riassume Nobili -. Qualche esempio? Portare la frutta nelle scuole, promuovere il consumo di pesce (gli acidi grassi Omega-3, di cui è ricco specialmente il pesce azzurro, sono dei potenti “sgrassanti” naturali per il fegato e nella dieta dei bambini italiani la loro quantità è pari a un quinto di quella raccomandata). Bisogna trovare spazi per l’attività fisica, promuovere gli spostamenti a piedi. Tutto questo costa, denaro e impegno, ma il costo futuro di milioni di giovani adulti malati sarà infinitamente più alto.

Questo per la prevenzione. Per quel che riguarda invece gli interventi di recupero, c’è bisogno che i Piani sociali di zona prendano in carico il problema e attivino percorsi sperimentali per tentare di accompagnare fuori dalla zona a rischio soprattutto i giovani delle scuole superiori.

Anche i dirigenti scolastici dovrebbero farsi parte in causa nel sensibilizzare gli studenti che si apprestano ad organizzare i famosi Mak P (la festa scolastica organizzata in Italia al termine del quinto anno di scuola superiore, cento giorni prima della fine dell’anno scolastico) a limitare in modo consapevole l’uso di bevande alcoliche e far sottoscrivere ai partecipanti un impegno ad autocontrollarsi nell’uso di sostanze stupefacenti. Questo in considerazione del fatto che a questa “cerimonia” la stragrande maggioranza dei partecipanti sono minorenni in quanto la festa è aperta anche agli allievi delle classi inferiori a quella dell’ultimo anno.

Senza contare, poi, agli intrusi esterni che in molti casi vengono fatti entrare solo per implementare l’incasso della serata.

Insomma, prevenire invece che curare mi sembra ancora la migliore cura. Quando il vaso si sarà rotto, per quanto si è bravi ad incollare i cocci, sarà sempre un vaso rattoppato.

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