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Festa Acat “Castelscaligero” 12 giugno 2016

 

 

Domenica 12 giugno 2016, dalle ore 10.30, presso le Colonie Elioterapiche in Località Borghetto di Valeggio sul Mincio (Vr)

si terrà una giornata di festa, organizzata dall’Acat “Castelscaligero” di Villafranca (Vr)

 

 

cartolina acat villafranca castel scaligeri liberati dall'alcol

 

L’evento sarà aperto a tutti i soci dei vari Club, famigliari, amici e simpatizzanti. Per tutta la giornata si potrà divertirsi assieme, socializzare e degustare aperitivi analcolici.

 

Pranzo all’aperto, dolci offerti dai volontari, pomeriggio con possibilità di passeggiate nella natura, animazione e musica.

La quota di partecipazione è di 5 euro a persona, da versare al proprio Servitore Insegnante, entro il 01 giugno 2016.

 

 

I camici dei "dottori" clown

 

Come lo scorso anno, ci sarà anche il Gruppo Clown “InVita un Sorriso”   che allieterà e giocherà con i più piccoli, e che ringraziamo anticipatamente per la loro presenza.

www.invitaunsorriso.com

info@invitaunsorriso.com

 

 

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!!!

 

 
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Interclub – Valeggio S/M (Vr) 20 maggio 2016

 

 

Ieri, 20 maggio 2016, alle ore 20.30, presso l’Istituto Gaetano Toffali di Valeggio sul Mincio (Vr), si è tenuto l’annuale Interclub Acat organizzato dal Club Acat “Castelscaligero” di Villafranca.

 

La serata è stata ricca di testimonianze sincere e commoventi. Ha partecipato un numeroso gruppo di persone facenti parte dei vari Club dell’Acat Villafranca “Castelscaligero” e con l’occasione è stata presentata la nuova delegazione del Direttivo, il cui Presidente, votato all’unanimità nell’incontro del 04 maggio 2016, è risultata essere Simonetta Venturi.

Congratulazioni e buon lavoro da tutti noi.

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Il neo-presidente Simonetta Venturi

Alcune immagini della serata

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Scuola Territoriale 2° Modulo

 

Acat Villafranca Castel Scaligero

organizza

 

I giorni 12 aprile, 19 aprile e 26 aprile 2016, presso la Sede ACAT, in Via Fantoni 1 – Villafranca (Vr), alle ore 20,45, si svolgerà la “Scuola Territoriale di 2° Modulo”.

Il tema della SAT 2° Modulo sarà:

Il gioco d’azzardo

 

 

La Scuola si svolgerà nelle seguenti date:

  • 12 aprile 2016 –  Club Lugagnano e Sommacampagna
  • 19 aprile 2016 –  Club Villafranca 503 e Valeggio sul Mincio
  • 26 aprile 2016 – Club Vigasio – Povegliano/Dossobuono e Villafranca 451

 

Relatore delle serate: Dott. Roberto Dalla Chiara

 
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Studio Shock , Alcol provoca Tumori, bere può causare fino a 7 tipi di Cancro

 

(Articolo tratto dal sito http://www.contattolab.it/choc-alcol-e-tumori-bere-alcol-puo-causare-direttamente-7-forme-di-cancro/ del 24 luglio 2016)

 

Uno studio pubblicato sulla rivista «Addiction» è sicura: bere alcolici può provocare il tumore orofaringeo, alla laringe, all’esofago, al fegato, al colon, al retto e alla mammella. A rischio anche chi beve poco.

Bere abitualmente alcol provoca almeno sette tipologie di verse di Cancro, e poco importa se il consumo non è eccessivo, anche in questo caso il rischio anche se diminuito è fortemente presente. A sostenerlo uno studio americano pubblicato sulla rivista scientifica Addiction, i ricercatori hanno analizzato decine di studi degli anni passati con lo scopo di trovare delle correlazioni tra fumo-alcol-tumori, ed effettivamente dai risultati emersi, esiste un forte legame tra le tre componenti! L’alcol incide negativamente nella comparsa del cancro al seno, al colon, al fegato e altri tipi di tumore. Secondo i ricercatori ci sarebbero delle prove schiaccianti , quantomeno sufficienti per affermare che bere alcolici rappresenta una casa diretta delle patologie tumorali. Non si conoscono ancora i meccanismi biologici perchè questo accada, tuttavia sempre più evidenze scientifiche, hanno portato alla luce elevati fattori di rischio anche per il cancro alla prostata, al pancreas, alla pelle. In questi casi il rischio di ammalarsi dipende anche da quanto si beve.

Studi epidemiologici dimostrano come bere alcolici anche in quantità moderata può causare inoltre tumore orofaringeo, alla laringe, all’esofago, al fegato, al retto e alla mammella. Secondo gli esperti non bisogna sottovalutare il problema, il fenomeno alcolico nel corso degli anni ha preso una bruttissima piega, soprattutto i più giovani non riescono a comprendere la gravità di questo vizio! Bisogna oltremodo attivare nel corso degli anni e soprattutto negli istituti scolastici degli ampi programmi didattici atti a debellare il fenomeno fin dalle radici, il solo spot televisivo che gira raramente non è ormai più efficace.

Alcol e cancro

Bere è un vizio pericoloso oltre che stupido, l’alcol può davvero mettere a rischio la salute degli esserei umani, e poco importa se si beve poco o tanto, il fattore di rischio rimane comunque sensibile in entrambi i casi. I dati dell’Istat per quanto riguarda il consumo di alcol in Italia sono allarmanti, il 75% consuma abitualmente alcol, il primo bicchiere lo si consuma attorno agli 11 anni, il 10% dei giovani racconta di ubriacarsi almeno 3 giorni a settimana. Purtroppo il problema è soprattutto giovanile, ed è in costante crescita. Giovani che proprio non riescono a concepire che il bere mette in serio rischio la loro salute. Ogni anno all’uso dell’alcol sono associati, direttamente o indirettamente: malattie generiche, patologie tumorali, omicidi, incidenti stradali, cirrosi epatiche, malattie cardiovascolari.

 
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Drunkoressia: non mangiare per bere alcolici

 

(Articolo tratto dal sito http://www.stile.it/2016/07/17/drunkoressia-non-mangiare-bere-alcolici-id-119266/ del 17 luglio 2016)

 

Rimpiazzare il cibo con bevande alcoliche. E’ il nuovo, preoccupante disordine alimentare di molti giovani.

Binge Drinking

 

Non è esattamente un ‘nuovo’ disordine alimentare, ma è relativamente ‘nuova’ la discussione attorno ad esso. Si chiamadrunkoressia, dall’inglese ‘drunkorexia’, e definisce un comportamento per cui si bevono alcolici invece di mangiare. Nello specifico, non si mangia per poter bere senza ingrassare. Il termine definisce infatti uno stadio a metà tra l’anoressia e l’alcolismo. Ed è una ‘tendenza’ pericolosa molto diffusa tra i giovani, specialmente tra le donne.

La drunkoressia è un problema

Fu l’Università del Missouri a porre l’accento sulla questione nel 2012, rilevando che il 67% degli studenti dichiarava di diminuire appositamente le calorie dei pasti privilegiando quelle alcoliche. Il 21% dichiarava di evitare il cibo anche per ubriacarsi più velocemente. Oggi gli studi si sono moltiplicati, e continuano a dare risultati piuttosto preoccupanti.

La drunkoressia è un comportamento comune negli ambienti universitari. Una ricerca recentemente presentata e realizzata dall’Università di Houston tira una nuova (fonte), preoccupante somma: 8 studenti su 10 hanno esperienza di drunkorexia. Mentre una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica del National Center for Biotechnology Information afferma che si tratta di un vero e proprio pattern comportamentale. Un disturbo che sta prendendo la piega di una ‘tendenza’ tra i giovani. Nonostante ciò, non è ancora chiaro se alla base vi siano più la dipendenza da alcol o la propensione ad avere disturbi alimentari.

La socialità un fattore importante

Una grossa differenza rispetto ad altri tipi di disturbi alimentari è che la drunkoressia non è stigmatizzata. Anzi, è un comportamento che si diffonde attraverso la socialità. Specialmente tra le ragazze, affermano le prime ricerche, più facilmente inclini a considerare la questione del peso come importante. E in effetti gli alcolici sono estremamente calorici. Naturalmente, precisano gli esperti, i danni derivanti dal bere ripetutamente a stomaco vuoto sono numerosi. I comportamenti a rischio aumentano, così come la possibilità di coma etilici, svenimenti, e naturalmente problemi di stomaco, postumi fortissimi, un enorme stress per l’organismo che viene intossicato.

 
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Alcool e giovani, bere ad alto volume fa male

 

(Articolo di Fulvio Binetti tratto dal sito http://www.bintmusic.it/blog/essere/alcool-e-giovani-bere-alto-volume/ del 11 luglio 2016)

 

Le statistiche lo confermano: ragazzi e ragazze bevono troppo. Sul problema alcool e giovani anche la musica fa la sua parte: si beve di più se la musica nei locali è ad alto volume. Il ruolo dei social.

 

D’estate la voglia di evasione è tanta. Sapendo di non doversi alzare la mattina per andare al lavoro o a scuola, tanti ne approfittano per tirar tardi in qualche baretto e alzare un pò il gomito. Ma i rischi sono dietro l’angolo e non è solo la spensieratezza delle vacanze a far bere, purtroppo. Nel rapporto tra alcool e giovani ci si mette anche la musica: si beve di più nei bar dove le canzoni sono sparate ad alto volume.

Lo sostiene uno studio clinico sperimentale sull’alcolismo dal titolo Alcoholism: Clinical & Experimental Research pubblicato qualche tempo fa sul WebMd. Gli studiosi, in accordo con i gestori di un locale, hanno osservato il comportamento di vari gruppi di ragazzi tra i 18-25 anni che bevevano birra in un bar il sabato sera. Alzando ilvolume della musica di sottofondo i ragazzi finivano regolarmente il bicchiere di birra circa tre minuti prima del normale.

Nicolas Gueguen, ricercatore di scienze comportamentali dell’Università francese della Bretagna meridionale che ha diretto lo studio, ha osservato che oltre all’aumento della velocità di assunzione degli alcolici, con un tempo di bevuta media che scende da 14,51 a 11,45 minuti, con l’aumentare del volume della musica da 72 a 88 decibel aumentano anche le dosi, passando da 2,6 a 3,4 bicchieri a persona.

L’esperimento, seppur non realizzato su vasta scala, fornisce alcune indicazioni precise e forse rivela perchè in alcuni locali la musica è talmente alta che risulta addirittura difficile parlare. Cosa che potrebbe essere il vero motivo per cui un maggiore volume sonoro fa aumentare il consumo di alcol: se diventa difficile parlarsi, tanto vale bere. Peccato che così facendo non solo ci si rovina il fegato, ma anche le orecchie.

Alcool e giovani, nuove tendenze

Spesso si sottovalutano i pericoli di pratiche condivise tra amici, come il binge drinking che fa assumere dosi elevate di alcolici in poco tempo. Ma non ci si dovrebbe mai dimenticare che consumare alcool in eccesso è gravemente tossico: i danni alla salute esagerando con birra, vino e specialmente superalcolici possono essere infiniti. Tra i giovani sono sempre più diffusi fenomeni di dipendenza: la facilità con cui sul mercato si possono trovare bevande ad hoc, confezionate dalle multinazionali a prezzi irrisori, fa il resto.

Il problema in certe province italiane sta assumendo proporzioni devastanti e lo stesso ministero della salute cerca di porre l’attenzione contro l’abuso con campagne mirate. Fortunatamente sembra che in altre zone i cosiddetti millennials (ragazzi tra i 21 e i 35 anni) stiano considerando bere sempre meno “cool”. La tendenza a bere con una certa moderazione è confermata da varie ricerche condotte in Usa, Gran Bretagna, Olanda, Brasile e Messico, ma qualche segnale c’è anche in Italia.

Responsabili di questo cambiamento positivo del rapporto tra alcool e giovani per una volta sarebbero i social media. Il motivo è semplice: apparire ubriachi sui social non rappresenta un motivo di orgoglio, ma anzi è considerato un danno alla propria reputazione. Oltre ad amici e amiche, c’è da considerare la figura che si fa con genitori e insegnanti. Allora per non stare male, non perdere il controllo e guadagnarci in salute, da oggi in poi abbassiamo anche un pò il volume.

 
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Alcolismo. Psicoterapia e ketamina per evitare le ricadute. Al via studio inglese

 

(Articolo di Kate Kelland tratto dal sito http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=41459 del 08 luglio 2016)

 

La ketamina potrebbe essere presto testata come trattamento per gli alcolisti. Alcuni ricercatori inglesi hanno iniziato a reclutare volontari per verificare se la ketamina, conosciuta anche come la droga party ‘Special K’ , potrebbe rivelarsi utile nel ridurre i tassi di ricaduta tra le persone con problemi di alcolismo grave.

Dopo aver condotto studi pilota che avrebbero mostrato come la ketamina – combinata con la psicoterapia – potrebbe interferire nella disintossicazione rendendo meno probabili le recidive degli alcolisti, gli scienziati sono alla ricerca di 96 volontari con disturbo grave da alcol e che recentemente sono stati in astinenza. La ketamina è un farmaco autorizzato, ampiamente usato come anestetico e per alleviare il dolore. Tuttavia è usato anche come droga e può portare il consumatore all’abuso.

“La ketamina – ha dichiarato Celia Morgan, che guiderà la ricerca presso l’Università di Exeter – è un farmaco ben tollerato e può contribuire ad alleviare i sintomi depressivi. Inoltre uno studio pilota suggerisce che potrebbe anche ridurre, dimezzandoli, i tassi di ricaduta nell’alcol. Questo studio ci permetterà di valutare se la ketamina, in associazione alla psicoterapia, può effettivamente aiutare gli alcolisti a fare a meno dell’alcol”.

Il disegno dello studio
Metà dei partecipanti alla ricerca riceverà un basso dosaggio di ketamina per via iniettiva una volta a settimana per tre settimane e sarà sottoposta a sette sessioni di 90 minuti di psicoterapia. Un gruppo di controllo sarà sottoposto alla medesima terapia ma con iniezioni di soluzione salina. Il team della Morgan confronterà i risultati dopo sei mesi, utilizzando i dati raccolti tramite un dispositivo che, montato sulla caviglia di ogni partecipante, controllerà l’assunzione di alcol attraverso un esame del sudore.

La ricerca sui topolini ha dimostrato che la ketamina potrebbe indurre cambiamenti nel cervello che favoriscono nuove connessioni e facilitano l’apprendimento di cose nuove in tempi brevi e i ricercatori sperano che questo potrebbe rendere più efficaci le sedute di psicoterapia. Uno studio pilota ha evidenziato che tre dosi di ketamina combinate alla psicoterapia hanno ridotto in 12 mesi i tassi medi di recidiva dal 76% al 34% e gli studiosi pensano che sono proprio le proprietà antidepressive della ketamina ad aver contribuito a questo miglioramento. 


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) circa 3,3 milioni di individui muoiono ogni anno per l’eccessivo consumo di alcol e l’abuso di questa sostanza contribuisce all’insorgenza di oltre 200 malattie e problematiche legate ad infortuni da alcol. “L’alcolismo può avere un impatto terribile – ha detto Kathryn Adcock, responsabile di Neuroscienze e Salute mentale del Medical Research Council, che ha finanziato in parte lo studio – Purtroppo gli attuali trattamenti sono associati ad elevati tassi di recidiva, con le persone che spesso ricominciano a bere dopo solo brevi periodi di tempo”.

 
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Scoperti i neuroni anti-sbronza che ci fanno smettere di bere

 

(Articolo tratto dal sito http://www.ok-salute.it/psiche-e-cervello/neuroscienze/scoperti-neuroni-anti-sbronza-ci-fanno-smettere-bere/ del 08 luglio 2016)

 

L’eccessivo consumo di alcol rischia però di disattivarli, aprendo la strada alla dipendenza

 

Individuato nel cervello l’interruttore anti-sbornia: è formato da un gruppetto di neuroni che si accendono per fermarci quando beviamo, evitando che un drink tiri l’altro. La loro preziosa funzione di freno inibitore può essere compromessa dall’eccessivo consumo di alcol, anche se occasionale: intontiti dalle bevute, questi neuroni rischiano così di disattivarsi, aprendo la strada alla dipendenza. Lo hanno osservato nei topi i ricercatori della Texas A&M University, che pubblicano i risultati dei loro studi su Biological Psychiatry.

I neuroni anti-sbronza, chiamati D2, sono cellule nervose sensibili alla dopamina situate nella regione del cervello nota come striato dorsomediale. Fanno parte di un circuito nervoso inibitorio, che funziona come un semaforo rosso che impone di fermarsi. Nella stessa area del cervello sono presenti anche altri neuroni dopaminergici, chiamati D1, che invece hanno la funzione opposta, agiscono cioè come un semaforo verde che dà il via libera all’azione.

Il nostro comportamento dipende dal perfetto bilanciamento tra questi due circuiti. Quando però si beve un po’ troppo, anche occasionalmente, il semaforo rosso dei neuroni D2 inizia ad affievolirsi, facendo prevalere i neuroni D1 che portano a perdere il controllo della situazione.

«Pensiamo al binge drinking, quel comportamento sempre più diffuso tra i giovani che porta a fare delle vere e proprie abbuffate alcoliche», spiegano i ricercatori. «Questi ragazzi fanno essenzialmente la stessa cosa che nei nostri esperimenti ha portato all’inibizione dei neuroni buoni anti-sbronza, finendo per entrare in un circolo vizioso che favorisce il consumo di alcolici».

Manipolando questi neuroni nei topi di laboratorio, i ricercatori texani sono riusciti a modificare il loro comportamento alterando il consumo di alcol. E’ ancora presto per dire se questa teoria può essere applicata anche all’uomo, ma gli esperti credono che in un futuro non troppo lontano sarà possibile sviluppare nuovi farmaci o particolari terapie dielettrostimolazione cerebrale che possano potenziare i neuroni anti-sbronza. «E’ il nostro obiettivo finale – affermano i ricercatori – speriamo che queste scoperte possano un giorno contribuire a curare l’alcolismo».

 
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D-Arianna, la app per combattere il binge drinking

 

(Articolo tratto dal sito http://www.quotidiano.net/d-arianna-la-app-per-combattere-il-binge-drinking-1.2137441 del 22 giugno 2016)

 

Sviluppata dall’Università di Milano-Bicocca, D-Arianna è un’applicazione che calcola i rischi dell’assunzione compulsiva di alcolici, o binge drinking. E sembra funzionare. 

Stesso principio del binge watching: fare una scorpacciata di qualcosa. Anche il termine binge drinking sta entrando nel nostro vocabolario: indica l’assunzione, una dopo l’altra, di oltre cinque bevande alcoliche per gli uomini e quattro per le donne.

Inutile dire che si tratta di un’abitudine che rischia di portare all’alcolismo. Ma c’è chi cerca di porvi rimedio: D-Arianna è una app tutta italiana che sta riscontrando molto successo. È stata sviluppata al dipartimento di Medicina e chirurgia dell’Università di Milano-Bicocca e sta spopolando anche nel Regno Unito, dove è stata inserita nella National health apps library.

Come funziona? La app per smartphone, che si scarica gratuitamente dagli store di Apple e Google, stima il rischio di cadere nell’alcolismo e lo fa attraverso una serie di domande sulle abitudini di consumo di alcol e sostanze stupefacenti. La cosa interessante è che l’idea sembra funzionare: una sperimentazione ha rivelato che l’utilizzo di D-Arianna ha causato un calo del binge drinking dal 37 al 18% in chi l’ha scaricata.

La rivista Journal of adolescent health ha pubblicato i risultati condotti su 507 giovani tra i 18 e i 24 anni, contattati nei dintorni di pub, discoteche e aree concerti dell’area di Milano. Tre sono i livelli di rischio elaborati dalla app combinando vari fattori: basso (0-43%), moderato (43,1-82%), alto (82,1-100%). Due settimane dopo il primo test ne è stato condotto un altro identico, che ha evidenziato un dimezzamento del binge drinking fra i partecipanti.

 
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Alcol: cosa succede al corpo quando smetti di bere

 

(Articolo di Rossana Andreato tratto dal sito http://www.greenstyle.it/alcol-cosa-succede-al-corpo-quando-si-smette-di-bere-197662.html del 22 giugno 2016)

 

Il problema del consumo eccessivo di alcol in molti Paesi è una vera e propria piaga. Non si parla solo di alcolismo, ma anche di persone, che senza essere perennemente ubriache, fanno comunque un uso smodato di questa bevanda. Gli effetti sullasalute sono noti, ma ora una guida realizzata dal Dr. Niall Campbell, consulente e psichiatra per adulti presso il Priory Hospital Roehampton di Londra, potrebbe scoraggiare dall’abuso di alcol.

Il Dr. Campbell ha illustrato tutti i vari step che si possono attraversare quando ci si stacca dalla bottiglia e si sta più attenti alla propria salute: di giorno in giorno si può vedere la propria salute e il proprio aspetto migliorare. Non è semplice smettere con quella che può essere una vera e propria dipendenza, ma quantificare i benefici di una depurazione dell’organismo e pensare anche al risparmio economico che questo può comportare potrebbe convincere i più almeno a provarci.

Vediamo come reagisce il nostro corpo, man mano che viene meno il consumo di alcol:

  • Dopo 24 ore – se si è nella fase immediatamente successiva ad una sbornia, si potrebbero avere tremori, sudorazione eccessiva, mal di testa, che diminuiscono man mano che passano le ore. Il corpo inizia gradualmente a disintossicarsi, il livello di zuccheri nel sangue si normalizza e ci sente pian piano sempre meglio.
  • Dopo una settimana – smettere di bere può anche farci dormire meglio: quando abbiamo abusato di alcol il nostro corpo, tramite la sudorazione, perde liquidi e questo determina quella disidratazione che ci fa svegliare più volte durante la notte in cerca di acqua da bere. Inoltre un consumo intenso di alcol può rendere le cellule del sangue più grandi, questo ci rende più stanchi in quanto le cellule fanno fatica a trasportare le particelle di ossigeno.
  • Dopo 15 giorni – a lungo andare gli alcolici possono anche disturbare la funzionalità del nostro stomaco, la cui parete si può irritare determinando fenomeni come il reflusso gastro-esofageo. A più di una settimana dall’astinenza si può notare come questo effetto regredisca. A questo punto si può anche cominciare a notare una perdita di peso, l’alcol ha un quantitativo di calorie piuttosto elevato, soprattutto se paragonato alle sue capacità nutritive (praticamente nulle). Basti pensare che un bicchiere di vino da 250 ml può arrivare a 228 calorie. Con due bicchieri è come se avessimo mangiato un panino con prosciutto, formaggio e maionese.
  • Dopo 3-4 settimane – con il passare del tempo l’uso eccessivo di alcol fa aumentare anche la pressione sanguigna. Smettere permette che questa si normalizzi a distanza di qualche settimana.
  • Dopo un mese – ad un mese da quando abbiamo ridotto l’uso di bevande alcoliche, anche sulla nostra pelle può manifestarsi un beneficio. L’alcol ad alti livelli è tossico e rende la pelle più spenta e meno elastica, ma bastano poche settimane per recuperare luminosità e bloccare l’invecchiamento.
  • Dopo 4-8 settimane – il fegato, appesantito da un precedente lavoro eccessivo che comportava la trasformazione del glucosio in eccesso in grasso ne trarrà giovamento. Sarà così possibile evitare la patologia del “fegato grasso”, che può portare anche alla cirrosi epatica.
  • Dopo 12 settimane – si può dire di poter percepire un netto miglioramento delle nostre condizioni di salute e del nostro aspetto. Si avranno più energie e anche l’umore ne risentirà in modo positivo. A questo punto il corpo avrà quasi del tutto dimenticato gli “strapazzi” del passato e in quel momento le cattive abitudini risulteranno molto meno allettanti.
 
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Binge drinking: nuova moda alcolica tra i giovani

 

(Articolo tratto dal sito http://www.italyjournal.it/2016/06/13/binge-drinking-moda-giovani-puo-uccidere/ del 13 giugno 2016)

 

Bolzano è la città che ne fa più uso e può creare danni immediati o a lungo termine. Anche l’Unione Europea è preoccupata per il fenomeno.

‘Binge drinking’: ovvero bere almeno sei bicchieri di sostanza alcoliche in una sera soltanto. Va di moda in particolare tra i giovani e può essere fatale. Esportata dal Nord Europa, oggi è praticata con costanza a Bolzano, nettamente la città del nostro Paese che ne fa più uso.

Si tratta di una ‘pratica’ che vede spesso protagoniste le persone astemie, dunque ancora meno abituate a sopportare l’alcol. In una sera soltanto, si beve tutto ciò che abbia una qualche gradazione alcolica. Il ‘binge drinker’, attenzione, è chi abbia bevuto anche solo una volta in un anno più di sei bicchieri in una sera. E’ un fenomeno che in Italia viene costantemente monitorato dal 2003. Il motivo? A breve termine è foriero di incidenti stradali, a lungo termine porta sindromi psicotiche ed epatopatie.

L’Unione Europea è impegnata con l”Action plan on youth drinking and on heavy episodic drinking’. Il paradosso, infatti, è che il fenomeno dell’alcolismo è in costante calo un po’ ovunque, al contrario del binge drinking. Probabilmente perché si sottovalutano i rischi di fare una serata sola fuori dalle righe, in compagnia degli amici.

L’ultimo rapporto Istisan, del 2016, parla della fascia d’età tra i 18 e i 24 anni come di quella più colpita (21% di binge drinker tra i maschi, 7,6% tra le femmine). La prevalenza maschile è netta in tutte le fasce d’età, tranne che in quella tra gli 11 e i 15 anni, quando neanche ci si dovrebbe avvicinare all’alcol. Fortunatamente, tra i 16 e i 17 anni, le percentuali sono in calo nell’ultimo anno.

Dicevamo di Bolzano: qui un bevitore su quattro è considerato un binge drinker. E i morti causati dall’alcol, proprio in questa provincia, sono tre volte quelli del resto d’Italia. Solitamente, è a casa di amici che si presenta più facilmente questa tentazione. Poi c’è la birreria, che precede il ristorante. A casa propria è al quarto posto, di poco davanti alla discoteca. Chiudono: ‘per strada’ e ‘in altro luogo’.

 
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Borghetto 12 giugno 2016

 

Nonostante la giornata sia iniziata con una pioggia torrenziale che ci ha fatto pranzare nella sala interna e non all’aperto come lo scorso anno, abbiamo avuto una massiccia partecipazione delle famiglie appartenenti ai nostri 7 Club.

Il pomeriggio, per nostra fortuna, è uscito il sole e quasi tutti i partecipanti sono stati coinvolti nei vari giochi organizzati dal Gruppo Clown “InVita un Sorriso” capitanati dal loro Presidente Daniela Brunaccini.

Come tutti gli anni è stata organizzata una lotteria con ricchi premi.

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Il Direttivo Acat Villafranca “Castelscaligero” ringrazia calorosamente tutti i partecipanti .

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Un ringraziamento particolare ai nostri cuochi, come sempre disponibili e perfetti nel cucinare per tutti noi.

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Ringraziamo come sempre i nostri amici Clown

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E per finire, un ringraziamento particolare a tutti gli organizzatori e coordinatori per aver contribuito alla buona riuscita della Festa.

 

 

Arrivederci all’anno prossimo

 

 
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(Articolo tratto dal sito http://www.tgverona.it/pages/499427/attualita/gioco_d_azzardo_a_verona_parla_prof_guerreschi.html del 09/06/2016)

“Liberi di giocare, liberi di sognare! – L’azzardo a Verona”.

E’ il tema dell’incontro che si terrà la sera di venerdì 19 giugno alle ore 20 nella sala conferenze in via dell’Artigianato, in zona Fiera, con il professor Cesare Guerreschi, presidente della Società Italiana Intervento Patologie Compulsive.

Psicologo e psicoterapeuta per la cura delle dipendenze, il professor Guerreschi parlerà delle slotmachine per i bambini, spiegando dove e come giocano i minorenni e dei milioni bruciati nei gratta e vinci.

Verrà presentato in anteprima il filmato “Slot machine legali per i bambini a Verona”.