A.C.A.T. Villafranca "Castel Scaligero"

  • Chi siamo
  • I nostri club
  • Appuntamenti / Vita sociale
  • Dove siamo / Contatti
  • Gallery
  • Biblioteca
  • ACAT
    • Foto e immagini
    • Appuntamenti
    • Interclub
  • Notizie
    • Alcolismo
    • Articoli di vario interesse
    • Appuntamenti / Vita sociale
    • Gioco d’azzardo

Italia in fondo a classifica per consumo di bevande alcoliche

Italia in fondo a classifica per consumo di bevande alcoliche ma aumenta il rischio tra i più giovani

 

scritto da Luca Tremolada il 15 Maggio 2015
(Articolo tratto dal sito http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/05/15/italia-in-fondo-a-classifica-per-consumo-di-alcool-ma-aumenta-il-rischio-tra-i-piu-giovani/ )

E’ una buona notizia. I livelli di consumo di alcol in Italia sono tra i più bassi dei paesi Ocse e sono diminuiti costantemente negli ultimi 30 anni. In Italia ogni persona in media ha consumato 6,1 litri di puro alcol nel 2010 (la media dei paesi più ricchi è di 9 litri).  Tuttavia, in base al rapporto (i dati sono di cinque anni fa) l’età di iniziazione all’assunzione di alcolici si è abbassata notevolmente. In Italia la proporzione di quindicenni che ha sperimentato l’alcol è aumentata dal 37% nel 2002 al 70% nel 2010. In altre parole, aumenta la percentuale di ragazzi tra i 18 e i 24 anni che si è fortemente ubriacato, ovvero ha vissuto quello che l’Oms definisce un episodio di “binge drinking”, almeno una volta nell’ultimo anno: tra i maschi, si è passati dal 21% del 2005 al 24% del 2010, e tra le femmine dal 7% al 9%.

Il consumo. Nella maggior parte dei casi, circa i due terzi, l’alcool consumato è vino (4 litri pro capite all’anno), seguito, a larga distanza, da birra (1,4 litri) e superalcolici (0,7 litri). Una situazione che l’Ocse valuta come “di minimo rischio” per la salute pubblica a livello generale.

Il confronto con gli altri paesi. l’Italia presenta moderati livelli di tassazione delle bevande alcoliche, in particolar modo per il vino e i distillati. Il limite massimo di alcol nel sangue (tasso alcolemico) consentito in Italia è di 0.05% che è in linea con la regolamentazione nella maggior parte degli altri paesi dell’area OCSE (22 Paesi su 40 tra i Paesi OCSE e i key partner – Brasile, Cina, India, Indonesia, Russia e Sud Africa – ha lo stesso limite).

La normativa.  L’Italia ha adottato politiche per limitare la vendita di alcolici da consumare in situ e da asporto a persone intossicate e nelle stazioni di rifornimento. L’Italia regola la pubblicità di alcolici, tuttavia ulteriori politiche vincolanti (come ad esempio product placement, l’esibizione di etichette di avvertimento sui contenitori di alcolici e restrizioni di vendita in base all’orario ed al posto) non sono applicate.

« Test contro l’alcolismo e mammografie
Friulane col bicchiere in mano »

Lascia un commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Prossimi eventi

Non ci sono eventi in arrivo al momento.

Visite Totali Sito

| _ |

CyberChimps WordPress Themes

CyberChimps ©2026
Il sito ACAT CastelScaligero utilizza cookie tecnici per una migliore navigazioneOk